Crisi idrica in Val Tidone: “Situazione tragica, parte del raccolto è già compromesso”

19 Giugno 2022


“Se andiamo avanti così gli agricoltori valtidonesi saranno costretti a scegliere a quali appezzamenti dare l’acqua disponibile e quali abbandonare”. L’allarme arriva dal Consorzio di Bonifica e in parte si sta già verificando. “La situazione è tragica” dicono gli agricoltori impegnati in questi giorni in una corsa al risparmio per tentare di preservare ogni goccia di acqua utile a salvare i loro raccolti. Ma non basta, c’è chi come Claudio Casonato, allevatore e coltivatore a Pievetta di Castel San Giovanni, ha già iniziato a prendere decisioni drastiche. “La vede quella soia in quel campo? Era per alimentare il bestiame, ma ho smesso di irrigarla per privilegiare il resto delle coltivazioni, tra cui il mais e il riso che proprio adesso hanno bisogno di tanta acqua”.

“Dire che siamo preoccupati è poco” testimonia Davide Bisi, agrcioltore di Ganaghello alle prese in questi giorni con la trebbiatura del grano. “Da quello che possiamo vedere una parte del raccolto è già compromesso. Non sappiamo fare una stima precisa, ma di sicuro al momento siamo già ad un venti per cento in meno di prodotto”. Tra i vigneti si guarda invece a luglio: “senz’acqua l’uva non raggiungerà la giusta maturazione e il raccolto sarà compromesso”. Nell’invaso del Molato restano solo 2,5 milioni di metri cubi di acqua, pari a un terzo della sua capacità massima ma con ancora tutta la stagione irrigua di fronte.

“A inizio giugno – fa sapere il Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza Luigi Bisi – ci siamo riuniti per valutare la situazione del territorio e decidere quali provvedimenti adottare per affrontare la stagione distributiva. Con i nostri consorziati il contatto è continuo e i nostri tecnici e i nostri acquaioli sono costantemente impegnati sul territorio per gestire al meglio i turni irrigui. Nonostante l’impegno massimo da parte di tutti però le colture di pregio rischiano di non arrivare a fine ciclo e gli agricoltori saranno probabilmente costretti a scegliere a quali appezzamenti dare l’acqua disponibile e quali abbandonare. La situazione è ormai drammatica. Siamo infatti ben lontani dall’obiettivo minimo che è quello di arrivare alla fine di luglio con una quantità di acqua utile alla distribuzione irrigua. Questo clima sta poi modificando il comportamento delle piante ed è quindi particolarmente difficile la programmazione e la stima dei fabbisogni irrigui”.

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