Petizione No Tube. “Meno uso di acqua, servono coltivazioni e abitudini diverse”

29 Giugno 2022

“Per non uccidere gli agricoltori allora si vogliono uccidere i fiumi? Le dighe non servono, infatti oggi sono vuote. Servono, invece, micro stoccaggi d’acqua e promuovere un’altra agricoltura perché l’attuale non è più sostenibile”. Ci sono le firme di un centinaio di piacentini – per la precisione 95 persone fisiche e 7 gruppi o comitati – sotto ad un appello pubblico, raccolto da NoTube, per un cambio di mentalità su irrigazioni e consumo idrico.

Le lamentele degli agricoltori di queste settimane sul problema dell’estrema siccità in corso hanno spinto i cittadini a prendere carta e penna per spiegare che esistono alternative alle dighe e a un certo tipo di agricoltura. “Il presidente di Confagricoltura Filippo Gasparini chiede di fare scelte che non uccidano gli agricoltori, almeno quelli che non sono già stati uccisi dai modelli tarati sulle colture intensive” spiegano i firmatari. “Non si uccidano però i fiumi, la cui sopravvivenza è tutelata dal Minimo Deflusso Vitale: non può essere questo il prezzo da pagare per salvare le colture agricole. Oggi, con i fiumi ridotti a rigagnoli, le dighe appaiono impattanti e irrazionali. Ci sono già cinque impianti idroelettrici, come a Isola Serafini, che oggi sono inutilizzabili. Non servono grandi invasi ma micro bacini con poca superficie di evaporazione o micro-gallerie nel sottosuolo. È forse questo “l’ambientalismo fine a sé stesso” di cui parla il consigliere provinciale Giampaolo Maloberti? In realtà oggi ambientalisti dobbiamo esserlo tutti e adesso: con il clima non si negozia e le scelte di oggi decideranno la sorte dei nostri prossimi anni”.

I dettagli nell’articolo di Cristian Brusamonti su Libertà

 

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