Siccità, l’agricoltore Repetti: “Emergenza cronica. Spesi 95mila euro per un pozzo”

11 Luglio 2022

“La siccità? Ormai è un’emergenza cronica”. Stefano Repetti è agricoltore da quattro generazioni: l’altro giorno ha speso 95mila euro per un pozzo, il terzo, per garantire acqua ai 100 ettari coltivati a pomodoro, 120 a cereali e 15 a zucche vicino a Gossolengo.
“È una spesa importante, lo so, ma rischiare di perdere il raccolto sarebbe molto peggio – spiega – dopo avere speso un patrimonio di energia, non posso correre il rischio di vedermi bruciare i campi perché non c’è la possibilità di irrigarli a causa della mancanza d’acqua”.
Repetti ha 55 anni: ha iniziato ad andare nei campi in giugno del 1982, non ha più smesso. Di stagioni ne ha viste tante: “Ci sono stati anni anche più difficili di questo – spiega – il fatto è che oggi la siccità è un’emergenza cronica. Veniamo da un autunno e da un inverno poco piovosi, a maggio non è scesa neanche una goccia e lo scorso lunedì (il 4 luglio quando una bufera ha provocato danni ingentissimi nel territorio, ndc) sono scesi 10 millilitri d’acqua. È una cosa irrisoria”.

Da qui la necessità di un nuovo pozzo per poter garantire acqua alle sue colture: “È il terzo, gli altri due li avevo fatti fare 13 anni fa – spiega – l’acqua filtrata viene trasmessa attraverso un sistema interrato di irrigazione a goccia in modo da evitare il più possibile dispersioni. Quando sento dire che noi agricoltori consumiamo troppa acqua per la terra, penso che invece la trasformiamo in alimento per le persone: del resto cosa faremmo se andassimo al supermercato e ci dicessero di aspettare sei mesi per acquistare dei pomodori, una zucca, un po’ di latte? Eppure sei mesi sono il tempo d’attesa medio oggi per comprare una macchina. Ma per portarsi a casa un’anguria non sarebbe ammissibile”.

L’INTERVISTA COMPLETA SU LIBERTA’ NELL’ARTICOLO DI ELISABETTA PARABOSCHI

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