Sindacalisti Usb arrestati, conclusi gli interrogatori: “Legittima attività sindacale”

22 Luglio 2022

 

Dopo gli interrogatori di ieri dei dirigenti SiCobas, stamattina si sono presentati davanti al giudice i quattro sindacalisti di Usb finiti al centro dell’indagine della Procura di Piacenza che mette sotto accusa picchetti, vertenze e conciliazioni delle due sigle del sindacalismo conflittuale piacentino dal 2015 al 2021 contro i colossi della logistica.

L’ipotesi è che le due organizzazioni sindacali abbiano creato altrettante associazioni a delinquere finalizzate a commettere reati come la violenza privata, la violazione delle norme di pubblica sicurezza, la resistenza a pubblico ufficiale, il boicottaggio e l’interruzione di pubblico servizio. Linea comune per i quattro sindacalisti Usb nel corso dell’interrogatorio a cui ha preso parte il procuratore Grazia Pradella: non hanno risposto alle domande del gip, ma hanno rilasciato dichiarazione spontanee per respingere le contestazioni e difendere il loro lavoro di sindacalisti.

Il primo a parlare è stato Roberto Montanari, membro del coordinamento provinciale di Usb, collegato via computer dall’Isola di Stromboli, sottoposto ai domiciliari. È poi toccato ai colleghi Issa Abed (domiciliari), Fisal Elderdah (obbligo di firma tre volte a settimana) e al componente del coordinamento nazionale Riadh Zaghdane (divieto di dimora a Piacenza), tutti accompagnati dagli avvocati Marco Lucentini e Arturo Salerni.

Per Elderdah e Zaghdane i difensori hanno chiesto la revoca della misura cautelare e la procuratrice Pradella ha espresso parere favorevole. La gip si è riservata di esprimere la sua decisione in merito.

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