Pioggia e grandine, l’agricoltura conta i danni. “Calo delle rese fino al 60%”

27 Luglio 2022

L’agricoltura piacentina fa ancora i conti con il maltempo. In diverse zone della Val Tidone le precipitazioni di ieri, 27 luglio, accompagnate dalla grandine, hanno creato ingenti danni alle produzioni, e quindi all’eccellenza della vallata, i vigneti, oltre che alle strutture delle aziende agricole e ai collegamenti stradali.

A tracciare un primo bilancio dell’accaduto è il produttore di Coldiretti Paolo Passerini: “Qui in Alta Val Tidone la grandine ha spaccato molti chicchi, si rischia un calo delle rese fino al 60%, anche se per avere un quadro completo delle conseguenze bisognerà attendere qualche giorno e valutare anche l’andamento climatico. Questa perturbazione – afferma il viticoltore- si inserisce in un contesto di fortissima siccità: noi speravamo nelle piogge, ma ovviamente non in una precipitazione violenta con grandine, che purtroppo rappresenta la peggior minaccia per i vigneti”.

La pioggia – sottolinea infatti la Coldiretti – è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti. La grandine inoltre è la più temuta dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca ai raccolti e in una manciata di minuti è in grado di distruggere il lavoro di un anno in una situazione in cui la siccità ha già avuto un impatto devastante e secondo la Coldiretti ha già fatto stimare un calo del 10% della produzione agricola nazionale.

Nel Piacentino i vigneti colpiti ieri dal maltempo – afferma il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli – rappresentano un’eccellenza. Le aziende stavano facendo i conti con pesantissimi aumenti dei costi di produzione, come il gasolio. Queste realtà – prosegue Gallizioli- si trovano a fronteggiare problemi di irreperibilità di alcuni materiali e incrementi unilaterali da parte dei fornitori con le bottiglie di vetro che costano più del 30% rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%. Rincarato infine il trasporto su gomma al quale si aggiunge la preoccupante situazione dei costi di container e noli marittimi, con aumenti che vanno dal 400% al 1000%.

Mattinata di segnalazioni da parte degli associati di Confagricoltura Piacenza

Confagricoltura Piacenza fa sapere che “nella mattinata del 27 luglio sono arrivate diverse segnalazioni soprattutto dalla Val Tidone, dove sono evidenti i danni sui vigneti, tetti danneggiati, la grande quantità di fango che ha invaso Pianello e l’acqua che, nella notte scorsa, scorreva come un fiume nelle strade di Vicobarone. Si va dallo stress idrico alla distruzione per grandine e tormenta in una manciata di minuti – rileva Confagricoltura Piacenza -. I fenomeni intensi, che sempre più spesso si verificano, stanno mettendo a dura prova l’agricoltura che già sta facendo i conti con i rincari di tutti i mezzi produttivi e l’enorme problema della siccità che purtroppo questi eventi non risolvono. La quantificazione dei danni al momento non è possibile, più che altro ci si chiede se sarà l’ultima volta o se dobbiamo ancora scrutare il cielo con paura prima della fine di questa disgraziata estate”.

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