Lertora ufficializza le dimissioni dalla Fipe: “Lasciato solo nelle battaglie”

29 Luglio 2022 12:23

 

E’ ufficiale. Cristian Lertora ha rassegnato, nei giorni scorsi, le proprie dimissioni da presidente della Fipe di Piacenza. Una volontà annunciata un paio di mesi fa e che si è concretizzata con un addio definitivo alla Federazione Pubblici Esercizi di cui è stato un perno.  “Ho rassegnato nei giorni scorsi – racconta Cristian Lertora – le mie dimissioni dopo anni da Presidente della FIPE di Piacenza aderente all’Unione Commercianti. Ho ereditato questa carica da Marco Savini, figura storica tra noi baristi. Volevo risvegliare quello che era un sindacato importante ma dormiente, volevo riportare la FIPE ad essere un punto di riferimento per tutti i titolari di pubblici esercizi e ristoranti di Piacenza e, credo, di esservi riuscito – scrive Lertora. Di questo devo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato insieme a me. Senza di loro, ne cito solo alcuni senza voler tralasciare gli altri: Renato, Paolo, Mario, Sibilla, Fabio, Leonardo, Franco, Alberto, e senza i funzionari dell’Unione Commercianti, tra loro: Giovanni, Alberto, Daniela, Daniele, Marcello, Gianluca, Laura, Esterita, Alessia, Silvia, Eviana, Giorgia, non ce l’avrei mai fatta”.
Anni difficili per la categoria, penalizzata anche dall’arrivo del Covid: “Questi sono stati anni in cui si sono avuti momenti di gioia, di allegria ma anche anni difficili, intensi, ed ultimamente, purtroppo, anche drammatici. Anni che hanno visto cambiare la mia attività come quella di molti colleghi baristi e ristoratori. Insieme, come dicevo, abbiamo realizzato tanto. Ricordo i convegni, ad esempio “controllori e controllati”, un appuntamento che per la prima volta, dopo anni, era riuscito a far intervenire più di 200 iscritti quando normalmente non se ne contavano più di una decina. Iniziative create in collaborazione con tanti partner: penso a “il Re della pizza” o il “Barista dell’anno” con Altrimedia e il quotidiano Libertà, “La Notte Blu”, e decine di altri. Soprattutto, sono fiero delle rivendicazioni sindacali portate avanti. Alle lotte sindacali non mi sono mai sottratto. Ho voluto portare alla conoscenza di tutti le esigenze nonché i problemi e le fatiche che ogni giorno noi pubblici esercizi, noi ristoratori, sosteniamo per tenere aperte le nostre attività, specie in questi periodi di pandemia, di guerre e di crisi”.

Lertora rimarca il fatto di essersi trovato spesso solo nelle sue battaglie: “In questi ultimi anni molto spesso sono stato lasciato solo, se non addirittura criticato per la mia presenza sui giornali e per il mio agire. Critiche dirette, ma anche spesso mosse alle mie spalle, avanzate non da colleghi baristi o ristoratori, ma da chi vedeva nei miei articoli una mancanza di condivisione o di gioco di squadra. Non era mio interesse farlo, era la mia categoria a chiederlo, dovevo essere libero di far sentire la nostra voce.
Ora è giunto il momento di lasciare il ruolo di Presidente della FIPE all’interno dell’Unione Commercianti. Sia perché è giusto (non si resta Presidenti a vita), sia perché si prosegue se si condividono i metodi, le modalità di agire. Si resta se il proprio ruolo trova riconoscimento e soprattutto se vi è la possibilità di essere lasciati liberi di fare, altrimenti, si cambia”.

 

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