“Apprendista? No, meglio il mondo social”. Così le aziende non trovano giovani

15 Agosto 2022

“Anni fa cercavamo tecnici specializzati, poi abbiamo dovuto abbassare le pretese e ci accontentavamo di tecnici. Adesso ci basterebbe trovare giovani che abbiano semplicemente voglia di lavorare”. Allarga le braccia, quasi in segno di resa. La considerazione di un dirigente di un’azienda piacentina specializzata in impiantistica la dice lunga sulle difficoltà che le imprese riscontrano nel trovare ragazzi da inserire nel mondo del lavoro, magari con un contratto di apprendistato. L’Eldorado di molti – non certo di tutti, è bene precisarlo – non è più il posto fisso. A maggior ragione se faticoso e poco remunerativo. E dunque succede che chi di questi tempi ha il compito di collocare i ragazzi nel mondo del lavoro facendo incontrare domanda e offerta si senta sovente rispondere al telefono così: “No grazie, non mi interessa”.

Un esempio? Dopo il liceo Francesco, piacentino 19 anni, non aveva più voglia di studiare. Niente Università e attesa di non si sa bene cosa. “Un contratto da apprendistato? Da mille euro al mese? No grazie. Con tre video su Youtube e un paio di balletti su Tik Tok si guadagna già di più” ammette candidamente.

“E’ vero, si fa molta fatica a far incontrare le domande e le offerte delle azienda – spiega Natalia Tacchini, direttrice di Ecipar, l’ente di formazione della Cna di Piacenza che dal 2016 funge anche da ufficio di collocamento – nell’ambito dell’artigianato le aziende negli ultimi anni hanno fatto parecchi investimenti in macchinari ultratecnologici e cercano figure di tecnici specializzati. Eppure non è facile. Primo impiego e stipendi di ingresso non attirano. E i messaggi che arrivano ai ragazzi da internet, cioè guadagni più facili con minimo sforzo, non aiutano”.

AD AGOSTO RICHIESTE 1.880 FIGURE – Possono sembrare alti i numeri del report aggiornato di Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, e di Unioncamere tramite il sistema informativo Excelsior – 7.600 addetti previsti in entrata in occupazione in provincia di Piacenza tra i mesi di agosto e ottobre inclusi – in realtà fotografano una dinamica in parte naturale, che mette a fuoco anche le figure professionali più ricercate dalle aziende.

Nel solo mese di agosto, nella nostra provincia sono previste richieste dalle imprese per 1.880 figure, percentualmente così suddivise: 11,4 per cento dirigenti, professionisti specializzati e tecnici; 22,9 per cento impiegati, professionisti del commercio e operatori nei servizi; la fetta più consistente riguarda gli operai specializzati, conduttori di impianti e macchine (49,3 per cento); resta un 16,5 per cento di professioni non qualificate.

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