Teramo, scambio di salme al cimitero: piacentina chiede maxi risarcimento

28 Settembre 2022

Una 61enne originaria di Piacenza ma residente in provincia di Teramo, ha scoperto che la salma presente nella tomba del padre morto nel 1986, era di un altro uomo di cui non è possibile accertare l’identità. A riferirlo è l’edizione abruzzese de ‘Il Messaggero’.

Il quotidiano online scrive che nella primavera del 2017 il Comune di Pineto aveva deciso di stilare un elenco di salme destinate al trasferimento all’ossario cimiteriale, tra cui quella del padre della piacentina. La donna ha scoperto però che la lapide è stata rotta e che le spoglie del padre erano state trattate con un acido per accelerare il processo biologico di mineralizzazione: a quel punto ha presentato un esposto alla procura che ha aperto un’inchiesta, poi archiviata, per vilipendio di cadavere. Durante le indagini si scopre che la salma trovata in quella tomba non è quella del padre della donna, ma di un altro uomo: sulla bara nessun nome, tra le ossa ci sono delle protesi dentarie che il padre non ha mai impiantato. Non è stato possibile accertare dove sia finita la salma del 64enne: il pm di Teramo, Enrica Medori, ha presunto che lo scambio delle spoglie sia avvenuto tra la sepoltura e l’apposizione della lapide definitiva nel 1986; l’anziano custode che avrebbe dovuto sovrintendere le operazioni è stato sentito, ma nel frattempo è deceduto. Alla donna non è rimasto altro che intentare una causa civile contro il Comune: ieri i suoi legali hanno avanzato la richiesta di un maxi risarcimento danni.

Il giudice, Mariangela Mastro, ha concesso un mese per arrivare ad un accordo transattivo, altrimenti la causa andrà avanti con la prossima udienza fissata al 30 novembre.

 

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