Domani il ricordo della strage dei mondariso. Protetto da una teca il monumento

07 Ottobre 2022

Erano tagliariso e mondine alla “Cassina dei Fratelli Patrucco” nel Vercellese, andavano a lavorare per un chilo di riso da portare a casa, sulle montagne così povere del Dopoguerra. Non arrivarono mai. Domani, sabato, alle ore 15 sarà il tempo di fare memoria della tragedia del 6 ottobre 1956. Ci si trova nel luogo dove precipitò il camion rosso nel rio Boffalora, sulla Statale 45 tra Bobbio e Marsaglia.

“La tragedia causò la morte di 12 persone, mentre altre otto restarono gravemente ferite”, ricorda il sopravvissuto Paolo Briggi. “Alla fine anni degli anni ‘50 nel punto preciso dell’incidente era stata posta una stele con le foto dei dodici martiri del lavoro”.

Il trascorrere degli anni aveva reso sbiadite le foto, i volti erano ormai irriconoscibili e la stele, causa infiltrazioni d’acqua, era in uno stato di degrado: “Il dottor Piero Mozzi lo scorso anno ha dato nuova luce ai volti facendo incidere due targhe che riportano il nome e la provenienza delle vittime del disastro. Quest’anno ha provveduto alla realizzazione di una protezione per la stele per evitare ulteriori deterioramenti”, continua Briggi, che da anni lotta con un obiettivo: «Che la memoria di quel triste avvenimento non venga meno,. In quegli anni le mondine che partivano dalla provincia di Piacenza erano più di 14mila”.

Per ascoltare le voci dei sopravvissuti e dei testimoni, anche del compianto monsignor Piero Coletto, si trova il podcast di Libertà “Il canto spezzato dei tagliariso” all’indirizzo https://www.liberta.it/podcast/voci-di-provincia/

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