Odori nauseabondi nel comune di Caorso. Avviata una raccolta firme

12 Ottobre 2022

“Sono dovuto scappare da casa perché non riuscivo a respirare” oppure “non possiamo più stendere i vestiti fuori perché si impregnano di quell’odore che non va più via” e ancora “questa mattina sono stato male, mi è venuto un forte mal di testa e la sensazione di vomito”. Sono solo alcune delle segnalazioni che provengono dai residenti che abitano tra le frazioni di Zerbio e Roncarolo, nel Comune di Caorso.

Una situazione che si protrae da diverso tempo provocando disagio e malessere nella popolazione che in questi mesi ha segnalato molteplici volte all’azienda sanitaria piacentina, ad Arpae e all’amministrazione comunale i problemi legati all’inquinamento olfattivo che contraddistingue l’aria dell’intero territorio.

Responsabili dell’odore nauseabondo – secondo i cittadini di Caorso – sarebbero i fanghi e i prodotti distribuiti sui terreni di alcune aziende agricole presenti proprio tra le frazioni di Zerbio e Roncarolo. “Se l’odore dei fanghi può essere anche sopportabile – spiega un residente che preferisce rimanere anonimo – quello di zolfo è insopportabile oltre che altamente nocivo. Stamattina sono dovuto letteralmente scappare da casa perché avevo la testa che mi scoppiava”.

Il sindaco di Caorso Roberta Battaglia è stata interpellata più volte ed è solidale con i suoi concittadini, “purtroppo però non posso fare nulla perché l’attività svolta resulta regolare ai fini della legge” ha ribadito più volte il primo cittadino. Per cercare di evidenziare il forte disagio nel quale sono obbligati a vivere i residenti della zona, Gianfranco Lucchini, insieme ad altri cittadini ha promosso una raccolta firme per dire basta all’inquinamento olfattivo e a tutte le problematiche annesse.

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