Villa Verdi, impegno bipartisan in Regione per la rinascita

27 Ottobre 2022

“Villa Verdi è oggi un grandissimo pericolo che però in futuro potrebbe diventare una grande opportunità”. Le parole dell’assessore alla cultura della Regione Emilia-Romagna Mauro Felicori a riguardo della situazione della casa di campagna del celebre compositore messa all’asta per questioni ereditarie e che dalla fine del mese di ottobre potrebbe chiudere i battenti come museo.

Il titolare regionale della Cultura, che ha svolto una specifica informativa in commissione cultura presieduta da Francesca Marchetti, ha confermato che della questione la giunta ha avuto contezza dai recenti articoli pubblicati negli scorsi giorni ma che, al momento “è tutto nelle mani del giudice”. Felicori ha ribadito che il pericolo di perdere in toto il bene come patrimonio culturale pubblico “è abbastanza remoto, in quanto vi sono strumenti legislativi e competenze tecniche, rappresentate dalle Sovrintendenze, per scongiurare gli scenari più foschi”.

A fronte dei diritti di prelazione che dovrebbero essere esercitati dallo Stato proprio in virtù della valenza culturale dell’immobile all’asta (mentre Regione ed enti locali potrebbero nel tempo farsi carico di parte della gestione), Felicori ravvisa nelle condizioni critiche in cui versa la villa di Sant’Agata il problema principale “perchè sono più che evidenti gli interventi che dovrebbero essere compiuti soprattutto nella parte monumentale”.

Al momento, comunque, lo scenario più probabile che si può presentare è che l’asta vada deserta e questo per l’assessore alla cultura sarebbe un grande problema “perchè il bene potrebbe essere incustodito anche per un lungo periodo di tempo”. Per Felicori Villa Verdi racchiude “enormi potenzialità turistico-culturali ove si procedesse con un piano generale e globale che vada ad impattare tutta l’area verdiana a cavallo delle province di Parma e Piacenza”.

Nella discussione che ha seguito l’informativa, Matteo Rancan, capogruppo della Lega in regione, ha apprezzato i tempi particolarmente veloci per l’informativa “come da noi richiesto” e ha auspicato il mantenimento delle aperture del museo, così come ha caldeggiato “un atteggiamento maggiormente responsabile da parte della Sovrintendenza che dalla villa ha prelevato tutta una serie di manoscritti e non li ha ancora restituiti”. Sulla proposta di una messa in rete dell’intera zona verdiana, infine, appoggio incontrastato.

Di tenore decisamente più critica la posizione di Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) che in un articolato intervento ha accomunato una prima risposta sia al progetto di legge sui cimiteri che al comportamento tenuto dalla Giunta su Villa Verdi, “caratterizzati entrambi da un velleitarismo da autopromozione pubblicitaria privo di chiare e adeguate coperture finanziarie”. Per il consigliere di Fratelli d’Italia il rimando alla Legge 18 del 2000 per entrambi gli oggetti è anacronistico e del tutto inefficace perchè “ad un quadro di coperture finanziarie del tutto indegne di questo nome, si vanno ad aggiungere case degli illustri e cimiteri monumentali ad una platea di destinatari originariamente costituita solo da musei, archivi e biblioteche a testimonianza di leggi del tutto inutili da un punto di vista squisitamente pratico”.

Immediatamente dopo l’informativa, è stata poi discussa e votata una risoluzione sempre incentrata sulla tutela di Villa Verdi e per la promozione delle terre verdiane a prima firma Fabio Rainieri (Lega) sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Matteo Rancan, Valentina Stragliati, Emiliano Occhi e condivisa anche dai consiglieri Pd Pasquale Gerace e Matteo Daffadà. La risoluzione è stata provata a larga maggioranza con l’astensione di Fdi.

“In questi anni – ha ricordato il consigliere regionale Pasquale Gerace in Commissione – abbiamo presentato atti formali e approvato una legge regionale che tutela le case dei personaggi che hanno fatto la storia dell’Emilia-Romagna. Villa Verdi è una di queste e oggi ospita una parte museale, aperta alle visite del pubblico, nella quale sono custoditi preziosi cimeli riguardanti la vita di Giuseppe Verdi. L’altra parte è la dimora di uno dei discendenti, e curatore del patrimonio museale, del grande Maestro”. “L’immobile e le sue pertinenze però, versano in uno stato di incuria – ricorda con preoccupazione il consigliere Pd – e necessitano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria non più procrastinabili. La proprietà però non intende muoversi in tal senso”.

“Per questo – spiega Gerace – sollecitiamo la nostra Regione a promuovere l’acquisizione dell’immobile da parte del Governo. E a procedere di concerto con gli enti locali e le associazioni del territorio per mettere in atto tutto ciò che serve alla rinascita di un immobile simbolo di cultura, arte, e conoscenza. L’eredità tangibile di Giuseppe Verdi è un patrimonio di livello mondiale e non possiamo permetterci che non sia preservato e valorizzato”.

Il Consigliere Gian Luigi Molinari precisa che “la Regione non è mai venuta meno al suo ruolo di coordinamento istituzionale territoriale, nonché a quello di concertazione, che oggi può essere rafforzato, alla luce degli ultimi eventi – la notizia della chiusura al pubblico, prevista a partire dal giorno 31 del corrente mese – con la convocazione di un tavolo tecnico istituzionale al fine di individuare soluzioni condivise con gli Enti locali e lo Stato, per mantenere fruibile al pubblico l’immobile, qualora vi siano le condizioni di sicurezza, e per l’acquisizione, restauro e gestione”.

 

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