Con tanti giovani San Giorgio festeggia l’Unità nazionale: “Abbiamo voglia di pace”

04 Novembre 2022

La comunità sangiorgina, come ogni anno, ha celebrato davanti al monumento in piazza dei caduti la festa dell’unità nazionale. Autorità civili e militari, alpini, cittadini, ma soprattutto diversi giovani hanno partecipato al momento di condivisione.
“Meditiamo sul significato del sacrificio dei caduti per la patria – le parole di don Claudio Carbeni – che sia monito di pace soprattutto per le nuove generazioni alle quali consegnamo l’onere della memoria e del ricordo”.
Dopo la benedizione del parroco di San Giorgio il gruppo Alpini ha depositato la corona d’alloro dinnanzi al monumento che ricorda le vittime della guerra.

“Siamo orgogliosi e contenti di partecipare attivamente a questa giornata. Abbiamo vissuto in prima persona a una terribile pandemia, quotidianamente assistiamo impotenti alla disperazione di migliaia di profughi che scappano dai loro Paesi compromessi da conflitti e disgrazie; le immagini atroci che arrivano non solo dall’Ucraina, ma anche da altri parti del mondo ci fanno riflettere” il discorso di Anna Bersani, sindaco dei ragazzi e delle ragazze di San Giorgio.

“Abbiamo voglia di pace e di serenità, di quella serenità che i nostri padri conquistarono tra le rocce coperte di sangue offrendola in dono a noi” rimarca Ilaria Segalini, alunna della scuola media Ghittoni. “Vinca la solidarietà e vinca il dialogo” il monito delle due giovani in rappresentanza degli alunni sangiorgini.

In seguito, è intervenuto il professore Mauro Monti che ha spiegato perché in questa giornata si rende omaggio alle forze armate. “Chi non ama la storia pensa che parli solo del passato per questo sembra inutile, soprattutto a chi vive nel fascino del presente – le sue parole -. In realtà la storia ci racconta il nostro presente e quindi è fondamentale per il futuro”.

“Nel novembre del 1918 l’Italia vinse la guerra, un conflitto che provocò oltre 600mila morti, ai quali si aggiunsero altri 500mila defunti a causa dell’influenza spagnola – continua Monti – e allora cosa c’è da festeggiare oggi? Le guerre sono avvenimenti terribili, ma nulla può impedirci di celebrare gesti di umanità”. “Noi oggi siamo qui a ricordare l’importanza di manifestare l’umanità e guadagnare una consapevolezza nuova da insegnare a chi arriverà dopo di noi” evidenzia Monti.

Infine, per il professore, è fondamentale celebrare l’unità nazionale, sentimento che è cresciuto proprio in quegli anni.
“L’amore di patria non va confuso con l’estremismo nazionalista”. Il professore Monti riporta le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per concludere il suo discorso: “Il fascismo cercò di appropriarsi della festa di unità nazionale attraverso il mito della vittoria mutilata – spiega -. Non dobbiamo più cadere nel macro errore di credere che l’amore di patria possa sfociare nell’ideologia di supremazia”.

Al termine della cerimonia, il sindaco Donatella Alberoni ha ringraziato associazioni e autorità presenti: “Senza ognuno di voi questa giornata perderebbe seno. Insieme abbiamo il dovere di trasmettere le nostre testimonianze ai più giovani. Viva l’Italia, viva le forze armate e viva la pace”.

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