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Ex centrale di Caorso, Calenda: "Va riattivata con tecnologie avanzate"

Redazione Online
30 gennaio 2025|62 giorni fa
Ex centrale di Caorso, Calenda: "Va riattivata con tecnologie avanzate"
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“Caorso è un gioiello di efficienza. Questa centrale andrebbe riaperta seppur con tecnologie più avanzate”. Così il segretario di Azione Carlo Calenda in visita stamattina, 31 gennaio, alla ex centrale di Caorso. Calenda ha annunciato di aver depositato in Senato una proposta di legge per far ripartire il nucleare in Italia dopo aver raccolto oltre 75mila firme in pochi giorni.

Su come vede l’ex centrale di Caorso nel futuro Calenda non ha dubbi: “Andrebbe rifatta perché oggi ci sono delle tecnologie molto più avanzate però la cosa importante è che gli italiani capiscano che non è vero che non è possibile riaprire le centrali. Dobbiamo pensare – spiega il segretario di Azione – che l’anno scorso in Francia il costo dell’energia è stato la metà di quello italiano e tutto grazie al nucleare. Inoltre le nostre emissioni sono state dieci volte superiori rispetto a quelle della Francia e quindi paghiamo di più solo perché abbiamo fatto la stupidaggine di rinunciare al nucleare”.
Per Calenda il rischio riguarda anche la perdita di aziende manifatturiere che potrebbero decidere di rivolgersi all’estero con conseguenti perdite di posti di lavoro: “In America l’energia costa 1/6 e per le imprese è decisamente più vantaggioso produrre lì”.

“Le centrali hanno una percentuale di smaltimento intorno al 45%” – spiega Gian Luca Artizzu AD di Sogin. “L’ex centrale di Caorso era stata progettata per essere raddoppiata, ma questi spazi non sono mai stati utilizzati quindi il tema è che possiamo già costruire altro senza grossi interventi.
“Lo smantellamento è confermato intorno al 2036. Se ci sarà un ritorno al nucleare questo è uno dei siti migliori dove ripartire. Una decisione che spetta alla politica, noi stiamo comunque lavorando per una ripresa della centrale di Caorso ragionando sulle zone limitrofe di nostra proprietà in termini di energie rinnovabili”.

La centrale nucleare di Caorso, la più grande d’Italia, con una potenza di 860 MW, è stata progettata e realizzata nei primi anni settanta dal raggruppamento Enel – Ansaldo Meccanica Nucleare – GETSCO.
La centrale, di tipo BWR (Boiling Water Reactor), appartiene alla seconda generazione di impianti nucleari. Il collegamento con la rete elettrica nazionale è avvenuto nel maggio del 1978, l’esercizio è iniziato nel dicembre 1981. Nell’ottobre del 1986 l’impianto è stato fermato per la periodica ricarica del combustibile e non è stato più riavviato, anche a seguito dell’esito del referendum sul nucleare del 1987.
Nel 1990 è stato deciso di fermare definitivamente l’esercizio commerciale della centrale. Da allora è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell’ambiente.
L’impianto, nel suo pur breve periodo di esercizio, ha prodotto circa 29 miliardi di kWh. Nel 1999 Sogin è divenuta proprietaria della centrale con l’obiettivo di realizzarne il decommissioning. Le attività propedeutiche allo smantellamento sono state avviate a seguito dell’emanazione del Decreto del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato (ora Sviluppo Economico) del 2000, con cui è stata autorizzata la strategia di decommissioning accelerato della centrale.
Nel 2008 è stato ottenuto il Decreto di Compatibilità Ambientale (VIA) per il progetto di decommissioning della centrale. Nel 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso il decreto per la disattivazione della centrale che consente, attraverso la predisposizione e l’autorizzazione dei singoli progetti, di terminare lo smantellamento dell’impianto.
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