La Bibbia tradotta in dialetto piacentino consegnata al vescovo Cevolotto

18 Dicembre 2020

“Per me è stato come pregare, mi ha dato grande sollievo”. Così Luigi Zuccheri (cantoniere e messo comunale di Alseno, ora in pensione) spiega il lavoro durato quattro anni di traduzione della Bibbia in dialetto piacentino. Dieci grandi volumi, stampati solo in trenta copie dalle Edizioni Tipleco, sponsorizzati dall’imprenditore Gianfranco Curti, presidente del gruppo Gas Sales.

Un lavoro imponente, che ha ottenuto “l’imprimatur” della Diocesi di Piacenza-Bobbio. Da una parte quello del vescovo Adriano Cevolotto che ha ricevuto in dono i tomi dell’opera, dall’altra quello del biblista don Paolo Mascilongo che ha accolto con simpatia la pubblicazione.
A consegnare la traduzione al vescovo è stato lo stesso autore con Gianfranco Curti, accompagnati da monsignor Giovanni Vincini, vicario episcopale della Valdarda, e don Mimmo Pascariello, parroco di Alseno.

“Ho scritto tutto a mano con delle vecchie stilografiche acquistate sui mercatini dell’antiquariato – racconta l’autore – sentire il pennino scorrere sulla carta pregiata che abbiamo usato per quest’opera e stato per me fonte di pienezza e preghiera”.
Dieci tomi, ognuno con solenne copertina nera e caratteri dorati per il titolo. Raccolti in un cofanetto biblioteca, un totale di circa quattromila pagine e un peso stimato di venti chili, ognuna scritta con la calligrafia ordinata e rotonda dell’ex messo comunale, che ha il fascino dei vecchi quaderni scolastici a righe. “In realtà ci ho impiegato otto anni, non quattro – spiega Zuccheri – perché avevo iniziato a tradurre la Bibbia in dialetto, ma lo facevo su fogli di recupero e quindi mia moglie Pasqualina me li aveva buttati. Così ho dovuto ricominciare il lavoro”.

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