Verso il Ptav. Investire sul territorio per limitare il calo demografico

09 Dicembre 2021

Essere consapevoli delle caratteristiche e delle mutazioni demografiche, sociali ed economiche del territorio, per creare programmi di sviluppo a lungo raggio. È questa la mission di “Piacenza e il suo futuro: incontri verso il piano territoriale di area vasta” ciclo di workshop tematici aperti a tutti i rappresentanti del territorio. Il primo incontro, oggi in provincia, incentrato sulle dinamiche demografiche e i riflessi sul sistema economico e sul welfare, ha rivelato quanto possa essere pericoloso il calo di popolazione che si sta verificando nel piacentino. Secondo il presidente della Provincia Patrizia Barbieri, per limitare i danni della crescita zero, bisogna puntare sull’attrattività del territorio (specialmente quello montano), sull’aumento dello smart working e su una politica di supporto alle donne che lavorano.

L’incontro integrale andrà in onda su Telelibertà, al canale 98 del digitale terrestre, sabato 11 dicembre alle 20.15.

“Le dinamiche demografiche e i riflessi sul sistema economico e sul welfare: scenario attuale, tendenze, politiche” era il focus del primo appuntamento, che si è tenuto questa mattina nella sala consiliare dell’Ente di Corso Garibaldi ed è stato aperto dal direttore generale della Provincia Vittorio Silva, che ha sintetizzato ragioni e obiettivi dell’iniziativa.

Subito dopo si è dato spazio alle due relazioni tecniche. L’architetto Fatima Alagna, della società “Politecnica”, ha delineato gli scenari demografici di riferimento e le sfide del quadro attuale, che propone nuove criticità: il saldo migratorio non compensa più il saldo naturale e le stime demografiche indicano per il 2035 un saldo di 30mila persone in età da lavoro in meno tra Piacenza e provincia.

Il docente universitario e saggista Alessandro Rosina, ordinario di demografia dell’Università Cattolica ed editorialista per “Il Sole 24 Ore”, ha suggerito alcune misure in grado di contrastare l’inverno demografico, aggravatosi in questi decenni a livello nazionale, che coinvolge anche il nostro territorio. Saranno in primis le politiche governative a dover favorire una ripresa della fecondità, sul modello di alcune scelte di Paesi stranieri come Francia, Svezia e Germania: ad esempio un assegno da 200 euro per ogni figlio, un sostanzioso incremento dei posti nei nidi e il congedo di paternità con almeno 3 mesi pagati all’80%. Dopo lo spazio per gli interventi del pubblico, limitato in ossequio alle norme anticontagio, si è aperta la tavola rotonda moderata da Pietro Visconti, direttore di Libertà.

Il presidente della Provincia e sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, ha sottolineato il fatto che “Anche in un quadro già complesso e segnato dalla crisi pandemica mondiale, Piacenza e la sua provincia – grazie alla sinergia tra istituzioni e stakeholders – si stanno muovendo concretamente ed efficacemente su più fronti. È necessario vincere la sfida dell’attrattività per famiglie e giovani, nella consapevolezza che la rivoluzione digitale rende possibile lavorare in smart working in qualsiasi zona del territorio, anche nelle nostre valli e nelle nostre montagne. Sarà fondamentale anche aumentare la partecipazione al mercato del lavoro delle donne, sulle quali la pandemia ha pesato in modo particolare. Su ogni tema, dalla cultura ai trasporti, sarà decisivo fare squadra: ce lo ricordano il successo colto con l’arrivo del corso di laurea in lingua inglese in Medicina e il grande lavoro in corso per il PNRR”.

Il sindaco di Gropparello Armando Piazza ha evidenziato come le esigenze di collina e montagna non siano in conflitto con quelle di città e pianura, sottolineando che diffusione della fibra, presenza di servizi e misure fiscali ad hoc potranno rilanciare residenzialità e sviluppo delle aree da tempo vittime di progressivo spopolamento.

Elencando i dati che ogni giorno gli ricordano l’avvenuto invecchiamento della popolazione piacentina, il direttore dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino ha evidenziato come questo fattore impatterà sull’intero sistema sanitario, rimarcando che – al di là di tutto quel che si sta già facendo e si farà a livello locale – dovranno essere prese a livello nazionale le decisioni necessarie per implementare le risorse (anche per la formazione) e i servizi di assistenza e cura.

Alla domanda in merito ai problemi connessi al previsto dato di oltre trentamila persone in meno in età da lavoro nel nostro territorio nel 2035, il presidente di Confindustria, Francesco Rolleri e il presidente di Confapindustria, Giacomo Ponginibbi, hanno concordato sul fatto che il nocciolo della questione sia la formazione: rendere più attrattive le scuole professionali schiuderà importanti opportunità lavorative e sociali, a maggior ragione in un contesto in cui la pandemia ha fatto comprendere come per tante produzioni, anche automatizzandole, il Paese dovrà tornare ad essere indipendente.

Il segretario generale Cgil di Piacenza Gianluca Zilocchi ha rimarcato il fenomeno della crescente marginalizzazione anche di tanti lavoratori, ricordando che il pieno successo della rete istituzionale sviluppata a Piacenza sui fronti più complessi (dalle diseguaglianze al welfare) dipenderà anche dal supporto di scelte fatte a livello nazionale.

 

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