CRV – Disciplina attività di Protezione civile. Economia circolare. Veneto cantiere veloce.

20 Maggio 2021

Nella seduta odierna della Seconda commissione consiliare permanente, presieduta da Silvia Rizzotto (ZP), vicepresidente Jonatan Montanariello (Pd), è stato illustrato, alla presenza dell’Assessore regionale Gianpaolo Bottacin, il Disegno di legge della Giunta che disciplina le attività di Protezione civile.

Il presidente Silvia Rizzotto ha innanzitutto ricordato “il grande lavoro che su questa tematica è stato svolto nella precedente legislatura, con cinque progetti normativi diversi che sono stati abbinati. Poi, si è deciso di aspettare l’evoluzione della normativa statale: il Codice nazionale della Protezione civile è stato adottato nel 2018 e modificato nel febbraio 2020. Adesso, superata la fase critica della pandemia, riprendiamo il percorso interrotto cercando di capitalizzare i frutti del nostro impegno pluriennale”.

La Regione Veneto, con L.R. n. 58/1984, ha disciplinato la materia della Protezione civile. Negli anni successivi, sono mutate le esigenze e, soprattutto, la normativa nazionale di riferimento; il Consiglio regionale ha così approvato alcune leggi che hanno modificato il testo originario. È ora opportuno procedere alla revisione dell’attuale legislazione regionale, che ha più di trent’anni, in modo da adeguarla alle nuove normative statali e regionali e renderla maggiormente aderente alla realtà e ai bisogni del territorio. Il DL definisce il Servizio Regionale di Protezione Civile quale sistema che integra tra loro le funzioni e le competenze dei soggetti, adeguatamente organizzati, che operano nel territorio. È ricompreso anche il sistema che opera nella lotta attiva contro gli incendi boschivi, quale parte integrante del sistema di Protezione civile.

L’Assessore Bottacin, in particolare, ha spiegato che “si tratta di un provvedimento che ripartisce in modo chiaro tra i diversi livelli istituzionali le attività di protezione civile. Elemento innovativo fondamentale introdotto dal Codice del 2018 è rappresentato dalla previsione che i presidenti di Regione diventano Autorità di Protezione civile. Riguardo ai livelli istituzionali coinvolti, alla base ci sono Comuni e Regioni (Sindaci e Presidenti di Regione sono autorità di Protezione civile); Province e Città Metropolitane occupano un livello intermedio; di seguito, le strutture regionali, in primis Arpav, gli enti di ricerca, gli ordini professionali e le associazioni di volontariato, in raccordo con le Prefetture. Molto importante è la formazione, a carico di Regione e Province, con il supporto dei volontari. Strategica è la fase di pianificazione, con il Piano regionale di Protezione civile e il Piano regionale antincendi boschivi. Viene prevista una nuova figura: il Responsabile comunale di Protezione Civile, chiamato a garantire un supporto tecnico al sindaco. Vengono istituiti gli Ambiti di Protezione civile che sostituiscono i vecchi distretti: sono individuati da Regioni, Province e Prefetture e approvati dal Consiglio regionale. Vengono previsti Poli regionali di Protezione civile. È stata disciplinata l’attività che i volontari possono svolgere. Il provvedimento, in sintesi, mette ordine all’interno dei quattro settori in cui si articola la materia della Protezione civile: previsione, prevenzione, gestione emergenziale e post emergenza”.

La commissione ha espresso a maggioranza, senza voti contrari, il parere di competenza alla Terza commissione in ordine alla Proposta di legge, primo firmatario il presidente Luca Zaia, “Norme per la promozione di un sistema di economia circolare e per il consumo critico”.

Con questo Pdl, che interessa diverse strutture regionali, il Veneto pone l’economia circolare e la cultura del consumo critico alla base delle proprie scelte di pianificazione, programmazione e di intervento in materia economica, sociale e ambientale. Questo, in considerazione del fatto che l’economia circolare consente la riduzione degli sprechi, il riuso con l’allungamento dei cicli di vita e di utilità di beni e prodotti, il riciclo degli scarti non riusabili direttamente, l’assunzione di responsabilità di produttori e consumatori. Vengono così recepite le disposizioni date dall’Europa. Si tratta di un’economia che si autosostiene e si rigenera, che favorisce la condivisione delle risorse. Vengono incentivate le aziende che introducono innovazioni nel loro ciclo produttivo per favorire il riutilizzo dei beni. Inoltre, vengono sensibilizzati i cittadini, a partire dalle scuole, attraverso l’Ufficio scolastico regionale, per diffondere il principio del consumo responsabile. Tra le novità, il Forum dell’economia circolare, formato da esperti del settore, che avrà anche un ruolo consultivo per costruire i provvedimenti attuativi di una futura Legge quadro in materia.

Alla presenza dell’Assessore regionale Cristiano Corazzari, la commissione ha completato l’esame della Proposta di legge, di cui è primo firmatario il consigliere Stefano Valdegamberi (GM), “Semplificazioni in materia urbanistica ed edilizia per il bilancio del settore delle costruzioni e la promozione della rigenerazione urbana e del contenimento del consumo di suolo – ‘Veneto cantiere veloce’”. Sono stati valutati alcuni articoli aggiuntivi e diverse proposte emendative, formulati in base alle osservazioni pervenute. Ora, dopo la revisione dell’articolato da parte della struttura legislativa, il Pdl verrà trasmesso in Prima commissione per acquisire il parere sulla parte finanziaria.

Il fine è quello di semplificare e sburocratizzare la materia per rendere più incisivi i vari interventi, nel rispetto delle previsioni contenute nel DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia).

Il Progetto di legge agevola il rilancio del settore edilizio: prevede l’adozione di misure di semplificazione e accelerazione dell’iter di alcuni procedimenti amministrativi e di riduzione di oneri e adempimenti.

È stato svolto un approfondimento in merito al Disegno di legge della Giunta regionale “Disposizioni di adeguamento ordinamentale 2021 in materia di governo del territorio, viabilità, lavori pubblici, appalti, ambiente, protezione civile ed acque minerali e termali” che, in continuità con l’indirizzo seguito nel corso della passata legislatura, approva norme finalizzate alla semplificazione, manutenzione o all’adeguamento dell’ordinamento regionale vigente, raggruppate per settori omogenei di materie.

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