CRV – Prima commissione – Illustrata la politica regionale di coesione 2021-27

12 Gennaio 2022

Illustrata nella seduta odierna della Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Luciano Sandonà (Lega-LV), Vicepresidente Vanessa Camani (Partito Democratico), dagli assessori regionali Federico Caner ed Elena Donazzan, la Proposta di deliberazione amministrativa n. 36, d’iniziativa della Giunta, relativa ai programmi di investimento sulla politica regionale di coesione 2021-2027 e le proposte di PR FESR e FSE+. Si tratta di un provvedimento che era già stato presentato presso la Commissione in via preliminare all’inizio del mese di novembre, e che, in sintesi, individua gli obiettivi strategici di coesione economica, sociale e territoriale (creazione di posti di lavoro, competitività, crescita economica, miglioramento della qualità della vita, sviluppo sostenibile), nonché le azioni che il Veneto intende perseguire nei prossimi anni, tenuto conto che la politica di coesione rappresenta la principale politica di investimento dell’Unione Europea e mira a ridurre le disparità tra le regioni dell’UE. Le risorse complessive, equamente suddivise tra PR FESR e PR FSE+, superano i 2.062 milioni di euro (nella programmazione 2014-20 la somma era di circa 1.364 milioni di euro); il tasso di cofinanziamento UE, che risente dell’inclusione del Veneto tra le regioni più sviluppate, è del 40% (825 milioni di euro), il nazionale del 42% (866 milioni di euro), il regionale del 18% (371 milioni di euro), ed è stato rivisto rispetto al periodo 2014-20 (rispettivamente, i tassi si collocavano al 50% da parte dell’UE, al 35% quello nazionale, al 15% il regionale). Tra gli elementi sottolineati nel corso dell’ampia illustrazione: la complementarietà con le diverse forme di sostegno (a titolo esemplificativo, Fondo di sviluppo e coesione, Horizon, Life, Recovery fund) e la concentrazione tematica (l’indicazione delle priorità di intervento chiave allo scopo di non disperdere i fondi disponibili, vincolate a determinati parametri; ad esempio, in ambito FESR, i vincoli climatici e ambientali, in forza dei quali il 30% delle risorse del PR devono contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici, il 4% alla biodiversità). La proposta di programma FSE+ 2021-27, illustrata dall’assessore Donazzan, a fronte di un quadro di riferimento nel quale sono stati evidenziati l’aumento dei tassi di disoccupazione giovanile, di giovani NEET e di persone a rischio di povertà, prevede priorità (occupazione, istruzione e formazione, inclusione sociale, occupazione giovanile) e proposte di concentrazioni tematiche (ad esempio, il 28% delle risorse dedicate all’inclusione sociale – il requisito di concentrazione tematica da rispettare a livello nazionale è del 25%; il 24% all’occupazione giovanile – il requisito nazionale è del 12,5%), e presenta una dotazione complessiva superiore a 1.301 milioni di euro. Anche la proposta di programma regionale FESR 2021-27, illustrata dall’assessore Caner, ha una dotazione finanziaria superiore a 1.301 milioni di euro e prevede priorità (cinque: un Veneto più intelligente e competitivo, con particolare riferimento agli investimenti in transizione 4.0, internazionalizzazione, accesso al credito, valorizzazione turistica e culturale per consolidare la competitività delle PMI e rafforzare l’attrattività del Veneto; resiliente, verde e a basse emissioni; connesso attraverso la mobilità urbana sostenibile; sociale e inclusivo; vicino ai cittadini) e concentrazioni tematiche (oltre l’86% delle risorse sono destinate alle prime due priorità, e il 17% allo Sviluppo Urbano Sostenibile). Il provvedimento sarà ulteriormente esaminato anche dalle altre Commissioni permanenti nel corso delle prossime settimane.

In apertura di seduta, è stato illustrato dall’Assessore regionale Francesco Calzavara il Progetto di legge n. 111, d’iniziativa della Giunta, relativo alle “Disposizioni di adeguamento ordinamentale 2022 in materia di affari istituzionali, enti e società regionali, cooperazione internazionale e di valorizzazione o alienazione del patrimonio immobiliare”. Si tratta di un disegno di legge a carattere prevalentemente tecnico che si propone anche per il 2022, in continuità con quanto avvenuto nel corso degli ultimi anni, di approvare una serie norme di semplificazione, manutenzione e adeguamento dell’ordinamento regionale vigente. A titolo esemplificativo, è prevista l’eliminazione del potere autorizzativo, oggi posto in capo alla Giunta regionale, per l’indizione, da parte delle strutture competenti, delle procedure ad evidenza pubblica, lasciando tale attività esclusivamente nell’ambito gestionale spettante alla dirigenza; l’introduzione della possibilità per il Direttore degli enti regionali di delegare funzioni; la soppressione, nella L. reg. n. 40/2012, istitutiva della società Infrastrutture Venete S.r.l., dell’autoqualificazione quale società “in house”; l’introduzione della possibilità per la Regione di partecipare a progetti di cooperazione internazionale attuati da determinati organismi ivi indicati. L’esame della proposta legislativa proseguirà nel corso delle prossime sedute di Commissione.

Via libera a maggioranza, senza voti contrari, infine, ai pareri di competenza in merito ai Pdl n. 77, d’iniziativa della Giunta e relativo al nuovo Piano faunistico-venatorio regionale, e n. 64, prima firmataria la Consigliera Silvia Rizzotto, in materia di consumo di suolo, che possono tornare rispettivamente presso le Commissioni Terza e Seconda in vista del via libera definitivo, nonché alle proposte di candidatura in ordine alla designazione di un componente del Comitato scientifico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e di cinque componenti del Consiglio di Amministrazione di Veneto Strade.

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