CRV – All’Istituto Algarotti di Venezia la prima edizione del Concorso sulla Shoah

16 Maggio 2022

Gli studenti dell’Istituto tecnico turistico Francesco Algarotti di Venezia  con il video “Itinerario della memoria a Venezia tra pietre d’inciampo e testimonianze”  sono stati i vincitori  del premio di 3 mila euro della prima edizione del Concorso “I Giovani, nuovi testimoni della memoria”, rivolto a tutti gli studenti del triennio superiore di scuola secondaria di secondo grado del Veneto. Il Concorso è stato  organizzato dal Consiglio regionale del Veneto con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, nel dare attuazione alla Legge regionale 3 febbraio 2020, n. 5 , la prima legge regionale italiana dedicata alla memoria della Shoah. Al secondo posto, con un premio di 2 mila €,  il Liceo statale “Galileo Galilei” di Dolo (Ve) con il video “Per non dimenticare Luigi Baldan, un uomo semplice  e giusto”, testimonianza sul caso di un internato militare italiano che riuscì nel campo di sterminio ad aiutare  delle giovani ebree, salvando loro la vite mettendo a repentaglio la sua.  Terze classificate, con un premio di mille €  e una menzione speciale data loro dalla Giuria,  le studentesse dell’Istituto “Ettore Bolisani” di Isola della Scala (Vr)  con il loro “Quando le pietre parlano: la memoria è un ponte per la libertà”, singolarissima ricerca sulle vittime del nazifascismo di Isola della Scala. Le tre scolaresche sono state accolte nell’aula consiliare di palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa veneta,  dalla vicepresidente del Consiglio regionale, che ha sottolineato nel suo saluto l’importanza del tramandare alle giovani generazioni la conoscenza di quanto accadde,  memoria e conoscenze  necessarie per la difesa della democrazia, e dalla professoressa Laura Donà dell’Ufficio scolastico, che ha richiamato i nostri giorni segnati dalla guerra russo-ucraina, dalla presidente della VI Commissione consiliare, la quale non ha mancato di ricordare i valori della legga regionale veneta sulla Shoa aggiungendo poi la soddisfazione, condivisa da tutti, nel vedere finalmente i giovani riempire l’aula consiliare di palazzo Ferro Fini dopo i due anni segnati dalla pandemia Covid-19. La Pandemia,  come ha notato ,  il  segretario generale del Consiglio Roberto Valente, che ha fatto ritardare la prima edizione del  Concorso.  Proprio il dottor Valente  ha dato lettura delle motivazioni con cui la giuria ha assegnato i premi. “Per coerenza al tema del concorso, esaustività del racconto pur in tempi concisi,  con  continuità stilistica nella riprese e nel montaggio,  riesce a raccontare con efficacia la Shoà vista attraverso le travagliate vicende della comunità veneziana”: questa la motivazione del primo premio assegnato appunto alle studentesse dell’Istituto Algarotti.  Gli allievi del Galileo Galilei di Dolo invece sono giunti secondi  grazie al lavoro di “Approfondimento della vicenda  di Luigi Baldan,  internato nel campo nazista di Sackisch-Kudowa, in Polonia, che a rischio della propria vita difende delle giovani ebree, caso esemplare di solidarietà umana in un campo di lavoro dove l’umanità era bandita da una cultura di odio e violenza. L’andamento non omogeneo della narrazione penalizza il racconto che nella seconda parte  per altro raggiunge alti livelli di coinvolgimento”. Terzi, ma premiati anche con la segnalazione della giuria, le studentesse di Isola della Scala il cui  lavoro “Per quanto non sempre aderente al tema del Concorso,  racconta con coerenza e incisività, sulla base di una ricerca originale ben sintetizzata, anche da un punto di vista formale,  la  vicenda degli Internati e deportati di Isola della scala vittime della ferocia nazifascista, a memoria di tutti gli italiani deportati”. Come è stato notato nel corso della cerimonia “per una singolar casualità i tre lavori indagano tra aspetti diversi della Shoà e l’impegno della memoria nel territorio veneto dando vita nel loro insieme a una sorta di  cortometraggio unitario in tre parti che narra la violenza e la cultura di morte del nazifascismo, dalle leggi razziali sino alla tragedia della Shoah con l’aberrante  Endlösung der Judenfrage partendo dal Veneto fino ad entrare nei campi di lavori e di sterminio con gli ebrei deportati assieme alle altre vittime della violenza nazifascista tra cui i militari e i resistenti italiani.  Le vicende narrate in questi tre video premiati a Venezia  si intrecciano tra loro, riuscendo a parlare anche di chi tentò di opporsi alla cultura di morte nazifascista, schierandosi al fianco della popolazione ebraica con raro e straordinario spirito di abnegazione, come nel caso di Luigi Baldan,  o combattendo e morendo per la libertà come le vittime di Isola della Scala.

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