CRV – Quinta commissione discute quota sanitaria unica per non autosufficienti nelle Rsa

21 Luglio 2022

La commissione Sanità del Consiglio veneto, presieduta da Sonia Brescacin (Lega-Lv), ha iniziato a discutere l’unificazione della quota di contributo sanitario regionale e l’aumento delle impegnative di residenzialità per i non autosufficienti assistiti nelle 340 strutture accreditate del Veneto. La commissione ascolterà la settimana prossima le parti interessate, prima di esprimere il proprio voto sul provvedimento che riprogramma il fondo regionale per la non autosufficienza. Tre le novità principali introdotte dalla delibera: l’istituzione di una quota unica di 52 euro nel contributo di residenzialità, che supera la distinzione per livelli di gravità sinora vigente di 49 euro per livelli ridotti di intensità di cura e di 56 per livelli superiori di intensità di cura; la previsione di una graduatoria unica per gestire le liste di attesa, in modo da superare il tetto del 25 per cento dei posti destinati ai non autosufficienti più gravi e con maggiori bisogni assistenziali; infine, l’aumento di 3 mila impegnative di residenzialità nel triennio 2022-24, cioè di posti letto che nelle strutture assistenziali del Veneto beneficiano del contributo regionale. L’operazione di revisione degli standard assistenziali e di progressivo incremento del numero di impegnative di residenzialità vale 148 milioni di euro di maggiori risorse impegnate nel triennio 2022-24. La parificazione della quota sanitaria a partire dal mese corrente – ha spiegato l’assessore Manuela Lanzarin alla commissione – consente di superare la rigidità del sistema e di venire incontro alla domanda di assistenza caratterizzata dal progressivo invecchiamento e dal prevalere di patologie sempre più complesse e ad alta intensità di cura. Seguirà, in prospettiva, la revisione complessiva degli standard assistenziali.

La commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto ha quindi espresso parere favorevole a maggioranza (astenuti i consiglieri di opposizione) al bilancio consuntivo 2021 di Azienda Zero. L’ultimo esercizio della ‘centrale’ di gestione del personale, dei beni e dei servizi della sanità veneta si è chiuso con un patrimonio attivo netto di 448,8 milioni di euro, un risultato operativo di 343 milioni (derivante dalla differenza tra il valore e i costi della produzione) e un utile di esercizio di 371 milioni di euro. Il risultato positivo va a ripianare le perdite del servizio sanitario regionale, gravate dai maggiori costi indotti dalla pandemia. Nel corso del 2021 Azienda Zero ha gestito spese correnti del valore di 10,8 miliardi ed effettuato pagamenti per un totale di 12,6 miliardi.

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