Colombi (Uilpa). Il risparmio energetico non si realizza a colpi di burocrazia e di premi

09 Settembre 2022

Dato il profilarsi di una crisi energetica senza precedenti il sindacato non può che condividere le misure previste dal Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale appena varato dal Governo. Per fare la sua parte la Funzione Pubblica ha diffuso un documento intitolato Dieci azioni per il risparmio energetico e l’uso intelligente e razionale dell’energia nella pubblica amministrazione.

Purtroppo i suggerimenti di Palazzo Vidoni sembrano pensati più da frequentatori di seminari accademici e di salotti televisivi che da autentici conoscitori della realtà di un milione e 200mila edifici pubblici disseminati in Italia. Edifici che dovrebbero attrezzarsi per contribuire ai risparmi energetici raccomandati dall’Europa.

Ci chiediamo se gli esperti siano mai entrati nei centri per l’impiego, negli uffici giudiziari, negli U.T.G., nelle strutture che ospitano i Corpi della sicurezza, in certe sedi periferiche delle Agenzie fiscali o dell’Inps e così via. Evidentemente no. Altrimenti si sarebbero resi conto delle condizioni di inadeguatezza, quando non addirittura di fatiscenza, in cui spesso si trovano gli immobili che ospitano gli uffici della P.A. Condizioni che richiedono ben altre azioni di quelle previste dalla Funzione Pubblica.

Ma vediamole queste “Dieci azioni”, pensate in accordo col Ministero della Transizione Ecologica, da realizzare “nel breve e nel medio termine”: formazione specifica per dipendenti e dirigenti; campagne di comunicazione e di sensibilizzazione nelle scuole; sostituzione delle apparecchiature obsolete; installazione di impianti fotovoltaici; incentivazione delle comunità energetiche; un Codice di comportamento dei dipendenti pubblici; incentivi e premialità; un premio P.A. per l’uso efficiente dell’energia.

Senza avere un particolare acume critico salta agli occhi la scrittura dell’ennesimo libro dei sogni che farà spendere tempo e denaro alla P.A., distoglierà il personale dalle sue funzioni e difficilmente risolverà il problema dell’ammodernamento energetico degli immobili di tanti uffici pubblici, non pochi dei quali cadono letteralmente a pezzi. In queste sedi, come in quelle ristrutturate al massimo risparmio, la battaglia contro gli spifferi si conduce da anni ed è sistematicamente perduta. La vinceremo con i corsi di formazione?

Due voci del decalogo sfornato dalla Funzione Pubblica colpiscono più di altre. La prima prevede la modifica del Codice di comportamento dei pubblici dipendenti, che verranno “chiamati a partecipare attivamente ai programmi di riduzione e contenimento dei consumi energetici degli enti di appartenenza e a impegnarsi quotidianamente per adottare comportamenti orientati all’efficienza energetica”. Dobbiamo forse attenderci anche la modifica dei codici disciplinari con l’introduzione di nuovi tipi di illeciti e sanzioni relativi ai consumi energetici?

La seconda voce riguarda il “Premio PA per l’uso efficiente dell’energia”. Si tratta di un premio “ad hoc” finalizzato a ”valorizzare le esperienze virtuose di risparmio energetico e di uso intelligente e razionale dell’energia nelle amministrazioni pubbliche centrali e territoriali.” Intanto non si capisce se il premio riguarderà i singoli dipendenti virtuosi o intere amministrazioni. Restiamo in attesa della circolare. Ma la cosa più importante è che il Dipartimento della Funzione Pubblica sta già studiando le modalità di istituzione del “Premio” in collaborazione con il Formez (e non il MITE, chissà perché) e l’ormai immancabile Università Bocconi.

A distanza di 13 anni dal decreto 150 speravamo di esserci lasciati alle spalle l’infausta stagione dei premi e premiucci assegnati ai primi della classe. Si tratta di una logica ottusa che non tiene conto delle infinite variabili presenti nelle realtà operative del settore pubblico e che infatti non ha portato alcun risultato. Motivo per cui quelle vecchie norme sono cadute nel dimenticatoio. Non c’è alcun motivo oggi per riportarle in vita con la scusa delle bollette del gas e della luce.

Se vogliamo il coinvolgimento attivo dei lavoratori sul problema dell’efficientamento energetico nella P.A. facciamolo in modo serio. Ad esempio, iniziando a parlare con loro.

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

Roma, 9 settembre 2022

© Copyright 2022 Editoriale Libertà