Per Mark Zuckerberg il metaverso sarà il futuro dei social network

09 Agosto 2021

In breve:

  • Mark Zuckerberg spinge per la creazione di un metaverso
  • Il metaverso è una piattaforma virtuale in cui è possibile crearsi una identità digitale e simulare le interazioni sociali della realtà
  • L’idea è stata recentemente portata sul grande schermo con Ready player one, film di Steven Spielberg tratto dal romanzo di Ernest Cline
  • Il ricordo sbloccato: Antonio Di Pietro su “Second life”

Mark Zuckerberg ha le idee chiare: il futuro di Facebook – e non solo – sarà il metaverso. Un mondo virtuale in cui immergersi armati di visore di ultima generazione, essere chi si vuole e crearsi una nuova vita. Una sorta di “Second life” evoluto e aggiornato agli anni ’20 del XXI secolo.

Cosa s’intende per “metaverso”?

Il termine è stato coniato da Neal Stephenson nel romanzo poi divenuto di culto per il genere cyberpunk, Snow Crash. Era il 1992 e da meno di un anno era nato il World wide web, il concetto di internet che conosciamo anche oggi, poi divenuto pubblicamente utilizzabile nel 1993. Per metaverso si intende uno “spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati” (dice Treccani). In altre parole è un luogo virtuale, esistente sulla rete internet, nel quale le persone in carne ed ossa possono crearsi una identità parallela e digitale (gli avatar) a proprio piacimento. Lo slogan perfetto per il metaverso potrebbe essere “qui puoi essere ciò che vuoi, anche tutto ciò che non sei in realtà”. Questo ipotetico nuovo mondo sarebbe strettamente collegato alla realtà virtuale, con l’utilizzo di visori e altri oggetti in grado di simulare le sensazioni reali all’interno di un ambiente digitale. Ecco, Zuckerberg vorrebbe realizzare qualcosa del genere, ma non da solo.

“In Ready player one (2017), Steven Spielberg ha realizzato l’adattamento cinematografica del romanzo di Ernest Cline, un mondo distopico in cui ogni cittadino sulla Terra vive la propria vita all’interno di Oasis, un mondo virtuale, rifugiandosi da una realtà segnata dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione”

Cosa ha dichiarato Mark Zuckerberg

Nell’intervista a The Verge che ha dato il via al dibattito, il creatore di Facebook ha spiegato quel è la sua idea di metaverso e come si applicherebbe alla realtà dei social network. “Il metaverso è una visione che abbraccia molte aziende, l’intera industria. Puoi immaginarlo come il successore di internet sui dispositivi mobile [smartphone e tablet, ndt]”, spiega Zuckerberg. “Certamente non è un qualcosa che qualsiasi società può realizzare, ma penso costituisca una parte rilevante del prossimo capitolo al quale spero potremo contribuire a costruire, collaborando con molte altre società, creatori e sviluppatori. Puoi pensare al metaverso come un internet che prende forma, dove invece di limitarti a guardare i contenuti, ci sei dentro”. Zuckerberg però sembra non fare riferimento ad un prodotto targato “Facebook”, quanto ad un progetto che coinvolga tutte le grandi società del settore realizzando una piattaforma comune: “Penso che il metaverso dovrà avere diversi strati. Un buon modo di progettarlo non è lasciare che una sola società lo realizzi […] tu hai il tuo avatar e i tuoi beni digitali, e vuoi poterti teletrasportare ovunque. Non vuoi essere bloccato nel prodotto di una sola società”.

L’acquisizione di Oculus non è stata casuale

Difficilmente potremo mai scoprire se Zuckerberg già sette anni fa  aveva per la mente questo progetto. Tuttavia nel 2014 Facebook acquisì, per la modica cifra di 2 miliardi di dollari, l’azienda Oculus. Di cosa si occupa questa società? Realizzare dispositivi per la realtà virtuale, principalmente visori. Stando alle parole del creatore del social network per eccellenza, la strategia per il futuro non sarebbe quella di guadagnare sulla vendita di visori di nuova generazione, piazzandoli sul mercato a prezzi sostenuti. L’idea, che è un po’ la stessa che è sempre stata alla base di Facebook, sarebbe piuttosto quella di rendere il più abbordabile possibile l’accesso a questo ipotetico metaverso, creando una base di miliardi di utenti attivi (e poi ovviamente disposti a spendere all’interno della piattaforma): “Generalmente non ci rivolgiamo ad un piccolo gruppo di persone facendo loro pagare grandi tariffe. Non è il nostro modello di business. Noi siamo qui per servire il maggior numero possibile di persone e per aiutare le persone a connettersi tra loro”, sostiene Zuckerberg.

“Una conferenza risalente al 2015 durante la quale Mark Zuckerberg, dopo l’acquisizione di Oculus, definiva la realtà virtuale la “prossima grande cosa” di internet”

La nostalgia torna al sempreverde mondo di Second life

Probabilmente in pochi si ricorderanno che nel 2007 Antonio Di Pietro creò una vera e propria “Isola dell’Italia dei Valori” su Second life, rivolgendosi direttamente ai propri elettori e tenendo un comizio virtuale dal suo ufficio. Il progetto venne comunque poi accantonato.

“Il video dell’approdo su Second life di Antonio DI Pietro e dell’Italia dei valori avvenuto nel 2007 ma poi mai realmente decollato”

Second life è una buona approssimazione di ciò che potrebbe essere il metaverso di ultima generazione a cui fa riferimento Mark Zuckerberg. Venne creato nel 2003 dalla casa di produzione Linden lab, dando vita ad un mondo parallelo su internet in cui chiunque poteva accedere e crearsi una propria “seconda vita” appunto, partendo da zero e personalizzando ogni minimo aspetto. Il videogioco (anche se molti preferiscono definirlo “mondo virtuale”) ha toccato il milione di utenti attivi nel 2013, scendendo a quota 500mila nel 2018 ma recuperando stoicamente negli ultimi anni, tornando attorno ai 900mila utenti nel 2020, forse anche grazie all’impatto della pandemia sulla socialità “reale”. All’interno di questo mondo è possibile pubblicare opere d’arte, musica, tenere concerti e comizi e, soprattutto, intrattenere rapporti di tipo commerciale utilizzando i “Linden dollar”, la valuta virtuale della piattaforma liberamente convertibile in dollari (e quindi anche in euro). È questo l’aspetto fondamentale che, probabilmente, in un metaverso realizzato dalle principali società di tecnologia del mondo (che sono poi anche le più quotate a Wall street), acquisirà una importanza di primo piano per il settore.

“Un servizio della Cnn risalente al 2011, dedicato ad una coppia che si era licenziata dalla propria occupazione nella vita reale per concentrarsi interamente sul mercato immobiliare di Second life (grazie al quale guadagnarsi da vivere)”

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