Se i fondi “green” comprano azioni di società che inquinano

30 Agosto 2021

In breve:

  • La maggior parte dei fondi di investimento che si dichiara “green” investe in imprese poco attente all’ambiente
  • Tra quelli che propugnano la responsabilità sociale di impresa la quota di fondi meno trasparente ammonta al 71%
  • Il rischio di greenwashing è sempre dietro l’angolo

Buona parte dei fondi di investimento che si dichiarano attenti all’ambiente in realtà investe e punta su azioni di società per nulla attente all’ambiente. Una contraddizione a tutti gli effetti, come sostiene  una ricerca pubblicata dal think thank InfluenceMap, che mira a sfruttare l’onda “verde” della sostenibilità e ricavare benefici in termini reputazionali.

Premessa relativa a preconcetti e parzialità (bias)

Lo studio che verrà proposto nelle prossime righe è stato realizzato da un Think tank che dichiara di aver lanciato una “piattaforma di lobbying per il rispetto dell’ambiente da parte delle imprese”. Il suo principale obiettivo in altre parole è influenzare l’operato della politica nei campi di proprio interesse, in questo caso il clima. Una premessa necessaria per avere un quadro d’insieme prima della lettura dell’articolo.

La ricerca di InfluenceMap

Il Think thank InfluenceMap ha realizzato una ricerca su 723 fondi azionari che si dichiarano e propongono sul mercato propugnando i principi Esg, ovvero quelli della gestione aziendale che ha tra le proprie priorità e obiettivi un impatto positivo nei confronti dell’ambiente (inquinamento minimo, limitazione degli sprechi, eccetera) ma anche della società tutta (in altre parole essere esempi positivi nell’ambito della gestione della propria attività economica). Fondi azionari che quindi portano avanti la causa “green” legata alla tutela ambientale e che dovrebbero in teoria adottare un approccio coerente anche nelle scelte legate al proprio portafoglio azionario. Dovrebbero, appunto, visto che il punteggio di “Allineamento ai parametri di Parigi” racconta ben altro.

I fondi green non sono poi così tanto green

Stando alla ricerca, buona parte dei fondi azionari si comporta male, venendo meno alle promesse e alle proprie dichiarazioni d’intenti. Dei 593 fondi collocabili sotto l’ombrello “Esg” ben 421 di questi ha al proprio interno azioni di aziende non allineate con i criteri dettati dagli Accordi di Parigi, in altre parole aziende propense ad inquinare. Il 71% dei fondi che si dichiara socialmente responsabile, insomma, fa affari e punta su aziende poco attente agli obiettivi “green”. C’è poi la categoria dei fondi azionari che ha precisamente nell’attenzione al clima e ai cambiamenti climatici uno dei propri elementi distintivi. Tra questi InfluenceMap ne ha presi in considerazione 130 per un totale di 67 miliardi di asset, stimando che addirittura 72 non rispetterebbero quanto imposto dagli Accordi di Parigi. Ulteriore ironia, i fondi che fanno della tutela del clima uno dei propri vessilli deterrebbero un ammontare di 153 milioni di dollari di azioni legate a società che hanno a che fare con i combustibili fossili.

Il greenwashing è sempre dietro l’angolo

“Le conclusioni raggiunte dalla ricerca evidenziano diversi problemi nei mercati dei fondi azionari a tema green ed ESG e suggeriscono il bisogno di un maggior controllo del settore”, scrive il think tank nelle proprie conclusioni. “Il principale problema del settore è identificabile con la grande variabilità nell’allineamento climatico dei fondi improntati sulla tutela del clima”, ma anche “una mancanza di trasparenza attorno alle strategie adottate dai fondi per raggiungere l’allineamento con i criteri climatici”. Il tema è ancora una volta quello del greenwashing, ovvero tutti quei comportamenti adottati da soggetti economici per sfruttare l’onda mediatica positiva legata alla sostenibilità ma che in realtà nascondo pratiche per nulla amiche dell’ambiente.

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