Il comunicato congiunto di Usa e Cina è la sorpresa di Cop26

11 Novembre 2021

In breve:

  • La bozza di accordo della Cop26 non contiene nuove promesse o obiettivi, se non un taglio delle emissioni del 45% entro il 2030
  • La vera sorpresa è il comunicato congiunto di Stati Uniti e Cina, che parlano di metano e carbone

La bozza di accordo della Cop26 è un compromesso al ribasso. Promesse generiche e nessun colpo di acceleratore su particolari obiettivi. I combustibili fossili sono menzionati soltanto una volta, e relativamente alla questione dei sussidi (non la riduzione o il bando al loro utilizzo). In un clima di generalizzato pessimismo, nella serata di ieri sera una sorpresa inaspettata che potrebbe rilanciare le trattative in vista della volata finale: Stati Uniti e Cina hanno pubblicato un comunicato congiunto, rinnovando i contatti tra le delegazioni. Ecco i punti salienti e gli ultimi sviluppi.

Sui combustibili fossili un impegno generico

Le sensazioni della vigilia si sono concretizzate. Nella bozza di accordo alla Cop26 non sono presenti obiettivi specifici riguardo il bando dei combustibili fossili. Rispetto alla bozza precedente, pubblicata l’8 novembre scorso, in effetti i combustibili fossili vengono citati. Una volta. È il punto diciannove della lista: “Accelerare la dismissione del carbone e dei sussidi per i combustibili fossili”. Non una data precisa, non una indicazione. Solo la conferma di un impegno generico. Le trattative non si sono comunque ancora concluse, quindi bisognerà attendere il raggiungimento del compromesso finale.

Nei primi punti solo dichiarazioni di circostanza

La bozza di accordo nei primi punti si limita ad una serie di considerazioni di circostanza. Il riconoscimento delle tesi scientifiche sul cambiamento climatico, del lavoro fatto dal gruppo di scienziati dell’Ipcc (Nazioni unite), “allarme e preoccupazione” riguardo al fatto che le attività umane abbiano causato un aumento della temperatura sul pianeta di circa 1,1 gradi e una ammissione di urgenza riguardo la necessità di agire contro il cambiamento climatico. In soldoni nulla di concreto, se non una serie di considerazioni prive di un piano di azione.

Conferma dell’Accordo di Parigi

Alla fine si passa sempre dalla casella del “Via” senza però guadagnarci qualcosa. La Cop26 sembra destinata a riconfermare gli obiettivi già fissati nel 2015 nella Cop21 di Parigi, ovvero il tetto dei due gradi centigradi di aumento della temperatura media sul pianeta rispetto al periodo pre-industriale, con un “impegno” a restare sotto gli 1,5 gradi.È in questa sezione però che si legge (finalmente) un obiettivo concreto: tagliare le emissioni di anidride carbonica del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli registrati nel 2010, per poi azzerare le emissioni nette entro “metà secolo”. Così l’anno 2050 diventa un vero e proprio tabù, o meglio un veto, posto principalmente dalle grandi economie con elevati tassi di crescita (Cina e Indonesia in primis) che ritengono il 2050 una scadenza troppo vicina ed estremamente penalizzante nei loro confronti.

Nella serata di ieri un accordo a sorpresa tra Stati Uniti e Cina

La strana coppia e un annuncio che non ti aspetti. Dopo l’uscita della bozza sottotono e al ribasso, sui media di tutto il mondo è rimbalzata una notizia: Stati Uniti e Cina hanno pubblicato un comunicato congiunto. All’interno le due superpotenze hanno promesso di “lavorare insieme” per rafforzare il lavoro per l’Accordo di Parigi. In particolare si parla dell’obiettivo di 1,5 gradi centigradi di aumento della temperatura media, che però non aggiunge nulla di nuovo a quanto già era stato messo in conto. Più interessanti le promesse bilaterali riportate successivamente.

Anzitutto l’impegno di Stati Uniti e Cina ad incontrarsi nella prima metà del 2022 per accordarsi su una serie di misure ulteriori per la riduzione dell’impiego del metano. Gli Stati Uniti in particolare hanno dichiarato che entro il 2035 produrrà solo e soltanto energia elettrica proveniente da fonti a zero emissioni di CO2. La Cina ha invece promesso che ridurrà il consumo di carbone nel corso dei prossimi anni. Sono atti non scontati che giungono al momento giusto per dare un’ultima spinta alle complicate trattative, in vista del finale al momento in salita.

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