La Commissione europea salverà l’energia generata con gas e nucleare

08 Dicembre 2021

La notizia più importante che potreste non aver letto: la Commissione europea sarebbe intenzionata ad inserire all’interno della lista delle “fonti pulite” sia il gas naturale che l’energia nucleare, accontentando Francia e Germania

La notizia più importante della settimana sul fronte dell’energia è anche quella passata sottotraccia. L’Unione europea sembra infatti intenzionata ad inserire tra le “fonti pulite” sia il gas naturale che la fissione nucleare. Una scelta destinata a scontentare molti, figlia di una crisi energetica che pare complicare la transizione integrale alle fonti rinnovabili. Nel braccio di ferro tra Francia e Germania, quindi, vincono entrambe: sia gas che nucleare non verranno “banditi” nel breve termine, anzi.

La Commissione europea salva gas e nucleare

Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha dichiarato che l’Unione europea inserirà all’interno della tassonomia europea delle fonti rinnovabili anche il gas naturale e il nucleare. Una notizia attesa ormai da mesi e che aveva generato non poche divisioni all’interno dei Paesi membri. Se questa dichiarazione dovesse essere seguita dai fatti, ovvero la presentazione di un atto formale, gas naturale e fissione nucleare verranno considerati dai vertici dell’Ue come “fonti rinnovabili” e quindi tecnicamente protette nel lungo termine.

Cos’è la “tassonomia europea”?

Come scrive sul proprio sito ufficiale, l’Unione europea realizza una classificazione che stabilisce una lista di “attività economiche sostenibili a livello ambientale”. Accade quindi che questa “tassonomia Ue” diventerà la fonte ufficiale che fornirà alle imprese, agli investitori e (attenzione qui) ai governi di ciascuno Stato una definizione di ciò che può essere definito “sostenibile” e cosa no. È all’interno della tassonomia? Allora quella fonte non dovrà essere penalizzata in maniera eccessiva, se non incentivata. È esclusa dalla tassonomia? Allora quella fonte di energia è considerata come inquinante e deve essere bandita. Va da sé quindi che la scelta della Commissione europea sia di importanza cardinale.

Garantirsi fonti di energia stabili

Tra le motivazioni legate alla decisione della Commissione europea ci sarebbe la volontà di affiancare alle fonti rinnovabili anche le fonti di per sé non rinnovabili, per garantire una fornitura di energia elettrica sufficiente e non del tutto dipendente dagli agenti atmosferici (come ad esempio fotovoltaico ed eolico). “”L’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia è questione che è stata sollevata da vari ministri. Per il mix energetico del futuro abbiamo bisogno di più rinnovabili ma anche di fonti stabili e la Commissione adotterà una tassonomia che copre anche il nucleare e il gas”, avrebbe dichiarato Dombrovskis. “Stiamo preparando il nuovo atto delegato, non abbiamo una data concreta per la proposta della Commissione ma sarà fatto nel prossimo futuro senza indugi”.

Un compromesso che accontenta Germania e Francia

Da tempo si stava consumando all’interno dell’Ue un braccio di ferro tra i Paesi “amici del nucleare”, capitanati dalla Francia, e quelli che invece puntavano tutto sul gas naturale, guidati invece dalla Germania. Il compromesso pare essere un punto di incontro tra le due posizioni. Non se ne conoscono i dettagli e nemmeno la portata definitiva ma, in questo modo, Bruxelles dovrebbe dare via libera ad entrambe le correnti. Applaudono Parigi, che sta per riavviare la costruzione di nuovi reattori nucleari, e Berlino, che entro la prima metà del 2022 inaugurerà definitivamente il travagliato Nord Stream 2 (gasdotto che raddoppierà la fornitura diretta di gas naturale in Germania dalla Russia).

La protesta di Greenpeace

Dopo aver appreso la notizia, Greenpeace ha realizzato una installazione di fronte al palazzo della Commissione europea. Il “Taxonosaurus Rex”, ovvero un dinosauro alto quattro metri e costruito con rottami metallici. Sul suo dorso si possono annoverare i simboli del “pericolo nucleare”. Il messaggio è chiaro: “Ci si attende purtroppo a questo punto che la Commissione proponga criteri inaccettabili che permettano di etichettare come “amiche dell’ambiente” alcune attività che includono gas fossile e nucleare. Gli Stati Membri e il Parlamento Europeo avranno quattro mesi per obiettare alla proposta della Commissione che altrimenti sarà adottata”.

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