L’Italia ha ridotto le emissioni di gas serra di un quinto rispetto al 1990

16 Dicembre 2021

Nel suo bilancio per la transizione ecologica Ispra stima un taglio delle emissioni di gas serra del 19% dal 1990, un aumento costante della superficie forestale ma anche la maggiore frequenza delle anomalie sulle temperature registrate nell’ultimo decennio

Lo scorso 13 dicembre Ispra ha presentato l’atteso rapporto sulla transizione ecologica in Italia. Un documento che fa il punto della situazione sul processo di decarbonizzazione dell’economia italiana e sull’evoluzione dell’ambiente. Qui di seguito i punti salienti della ricerca tra foreste, emissioni di gas serra e temperatura media nazionale. 

Le foreste conquistano territori 

Dagli anni ‘50 in poi la superficie delle foreste italiane è aumentata progressivamente. Stando alle stime di Ispra il Belpaese sarebbe passato da 5,6 a 11,1 milioni di ettari complessivi. Un incremento concentrato soprattutto nei tre decenni a cavallo del nuovo millennio: dagli 8,7 milioni del 1985 agli 11,1 milioni del 2015, registrando un incremento del 28%. Con questa salita la percentuale di superficie del territorio italiano occupata da foreste ha raggiunto il 37%, superando anche Germania e Svizzera (al contrario di quanto si potrebbe pensare) ferme al 31%.

Attenzione però. Come la stessa Ispra sottolinea, la crescita della superficie di foreste è strettamente collegata alla contrazione delle superfici agricole e ai terreni naturali e semi- naturali. L’espansione delle aree verdi quindi nasconde un aspetto meno positivo in termini di cura e supervisione del verde da non sottovalutare.

La discesa delle emissioni di gas serra 

Se è vero che la strada per la neutralità climatica è ancora lunga e che l’azzeramento delle emissioni nette richiederà uno sforzo immane nel prossimo decennio, l’Italia parte di questo percorso lo ha comunque già compiuto. Negli ultimi trent’anni le emissioni di gas serra si sono infatti ridotte del 19%. Principali responsabili di questa riduzione sono state l’industria manifatturiera con un taglio netto delle emissioni del 46% rispetto al 1990 (dovuto in parte per una positiva riconversione e in parte per una negativa delocalizzazione delle industrie pesanti). L’industria energetica grazie alle fonti rinnovabili ha invece tagliato del 33% le emissioni nonostante un netto aumento della produzione di corrente elettrica.

Dagli anni ‘60 un costante aumento della temperatura 

Stando alle rilevazioni di Ispra, a partire dal 1985 le anomalie delle temperature registrate in Italia rispetto alla media storica sono sempre state positive (quindi annate con temperature superiori alla media) tranne nel 1991 e nel 1996. Il decennio compreso tra il 2011 e il 2020 è stato invece il più caldo dall’inizio delle rilevazioni, con anomalie comprese tra +0,9 e +1,71 gradi centigradi. Ispra sottolinea anche che la temperatura superficiale dei mari italiani negli ultimi 22 anni è “stata sempre superiore alla media” mentre “l’analisi della precipitazione cumulata annuale non mostra variazioni. significative”. 

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