Rifiuti nell’ambiente, il nostro pianeta è più “sporco” ogni anno

17 Febbraio 2022

Non è troppo presto per pensare alle nostre spiagge, soprattutto a mantenerle pulite: troppi mozziconi di sigaretta, plastica e rifiuti “covid related”

Presto per pensare alle vacanze? Forse no: se infatti il maltempo non fa certo venire in mente la permanenza su spiagge assolate in riva al mare (se non per nostalgia, in effetti!), è già opportuno iniziare a pensare a quello che mari e spiagge raccolgono durante l’anno.
Si parla di rifiuti, ovviamente: che in particolare nel nostro prezioso Mediterraneo siano presenti quantità inquietanti di plastica ne abbiamo già parlato qui, ma quali sono i rifiuti che formano queste tonnellate di inquinamento?

L’indagine Beach Litter di Legambiente
Legambiente ogni anno si occupa di redigere il documento relativo all’indagine “Beach Litter”, e così ha fatto anche nel 2021. La ricerca viene realizzata dai circoli locali di Legambiente su 47 spiagge in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto).
I risultati del 2021 sono, come sempre, sconfortanti: in un’area totale di 176.100 metri quadrati sono stati censiti ben 36.821 rifiuti, l’equivalente in media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari.

Cosa buttiamo di più?
È come sempre la plastica a farla da padrone, visto che un incredibile 84% dei rifiuti è riconducibile a questo materiale. Si trovano per la maggior parte contenitori per cibo (comprese le stoviglie monouso), tappi e bottiglie.
Anche molti rifiuti della pesca arrivano a coprire di sporcizia le spiagge italiane, e a loro volta questi componenti sono fabbricati in plastica.
Al secondo posto, ma con una voragine notevolissima nelle percentuali, ci sono i rifiuti di vetro o ceramica (4,5%), poi metallo (3,2%) , carta (2,9%), gomma e tessili (entrambi all’1,4%), e infine il legno, sia trattato che lavorato, che “raccoglie” l’1,3%.

I “nuovi rifiuti” da pandemia
Anche in questo settore la pandemia ha piazzato la propria impronta: sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19, una voce che solo nel 2020 si è fatta pressante, ma che anche nell’estate del 2022 dovremo aspettarci rappresentare una “fetta” nel totale dei rifiuti.

Focus sulle sigarette: nocive in molti modi
Tra tutti i tipi di rifiuto appena analizzati, un capitolo a parte meritano proprio le sigarette.
Che il fumo sia nocivo è ormai acclarato, che i “supporti” utilizzati dai fumatori, le sigarette, siano inquinanti è una consapevolezza che si sta facendo largo sia tra coloro che hanno a cuore le sorti dell’ambiente che tra i suddetti fumatori.
Forse non è chiara a tutti, però, l’urgenza di trovare un modo di eliminare in maniera pulita questi rifiuti: i mozziconi infatti rappresentano il tipo di rifiuto più “scartato” al mondo.
Le stime parlano di oltre 766.000 tonnellate all’anno.
Quali sono i problemi principali? Ci si focalizza in particolare sulle microplastiche contenute nei filtri, chiamate fibre di acetato di cellulosa.
Tali materiali, se non smaltiti nel modo corretto, vengono scomposti da fattori come la luce solare e l’umidità: in questo modo non solo le microplastiche, ma anche metalli pesanti e altre sostanze nocive vengono dispersi nell’ambiente, concorrendo all’inquinamento di luoghi, vegetali, animali e di conseguenza dell’organismo degli esseri umani.
Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), insieme al Segretariato della Convenzione quadro dell’Oms per la lotta al tabacco hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione in questo senso, cercando di incoraggiare il contrasto alle microplastiche dei filtri delle sigarette: vedremo probabilmente nelle prossime rilevazioni ambientali se questa campagna avrà dato i suoi frutti.

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