Facebook, Instagram e WhatsApp pronte a lanciare funzioni a pagamento

02 Settembre 2022

Meta, il nome corretto della galassia di Mark Zuckerberg, sta pianificando possibili funzionalità a pagamento per Facebook, Instagram e WhatsApp e sta allestendo un team ad hoc per lo sviluppo di nuovi prodotti.
L’intento è quello di recuperare il calo delle entrate dovuto alla contrazione della pubblicità, ma anche all’impiego di risorse per alimentare la scommessa del metaverso, di cui Meta è pioniera.
Altre società tecnologiche stanno percorrendo questa strada: Twitter, ad esempio, sta testando il tasto modifica per la versione a pagamento Blue.
Il sito specializzato in tecnologia The Verge ha visionato un memo interno inviato ai dipendenti la scorsa settimana, nel quale si menziona una nuova divisione di Meta che si chiama New Monetization Experiences e sarà guidata da Pratiti Raychoudhury, in precedenza capo della ricerca.
“Vediamo opportunità su nuovi prodotti, funzionalità ed esperienze per cui le persone sarebbero disposte a pagare”, ha affermato a The Verge John Hegeman, vicepresidente Monetizzazione di Meta che supervisiona il gruppo.
Non ha specificato però che tipo di prodotti sta elaborando l’azienda, ma ha immaginato “un orizzonte temporale di cinque anni per fare la differenza”.
Le entrate di Meta provengono quasi interamente dalle pubblicità: sono state intaccate da una globale contrazione del settore, ma anche dalla modifica apportata da Apple con il suo sistema App Tracking Transparency che dà la possibilità agli utenti di non fornire informazioni dettagliate agli inserzionisti.
La società a luglio ha registrato il suo primo calo di entrate in assoluto tanto che ha avvertito i dipendenti di aspettarsi una seconda metà dell’anno difficile dal punto di vista economico. Meta, inoltre, sta drenando tante risorse sul metaverso, dismettendo pure alcuni progetti come il dispositivo da polso e l’app dedicata ai giochi, lanciata in piena pandemia.
La decisione di mettere in piedi un gruppo di lavoro ad hoc per i prodotti e le funzioni a pagamento è la prima incursione seria della società di Mark Zuckerberg in ambito “premium” per le sue principali app, che insieme vantano miliardi di utenti.
Qualche novità in tal senso è stata già tentata. Ad esempio, su Facebook gli amministratori dei gruppi possono addebitare l’accesso a contenuti esclusivi; WhatsApp addebita ad alcune aziende la possibilità di inviare messaggi ai propri clienti; Instagram ha recentemente annunciato che i creatori potrebbero iniziare ad attivare abbonamenti per l’accesso a contenuti esclusivi.
“Ovviamente stiamo prestando attenzione a ciò che sta accadendo nel settore – ha affermato Hegeman – e penso che ci siano diverse aziende che hanno fatto cose interessanti che spero che possiamo imparare ed emulare nel tempo”.
Meta, infatti, non è l’unica piattaforma tecnologica a spingere verso funzionalità a pagamento. Negli ultimi due anni le app di social media hanno imboccato sempre più questa strada. TikTok ha iniziato a testare gli abbonamenti a pagamento per i creatori all’inizio di quest’anno, Twitter ha attivato pagamenti per la funzione “Super follows” con contenuti in abbonamento e sta rendendo possibile il tasto di modifica dei tweet per gli abbonati a Twitter Blue.
Infine, sia Telegram, sia Snapchat prevedono il pagamento per sbloccare funzionalità aggiuntive.

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