Lunga 170 chilometri, larga 200 metri, tutta sostenibile: “The Line”, la città del futuro

14 Settembre 2022

Una “spada” lunga 170 chilometri e larga solo 200 metri taglierà in due il nord-ovest dell’Arabia Saudita. Dentro, ci vivranno nove milioni di persone.
Si chiama “The Line”, la linea, il progetto futuristico che sta nascendo nella provincia di Tabuk. A descriverlo, sembra l’ambientazione di un film di fantascienza: una metropoli che estremizzerà il concetto di iperprossimità, 34 chilometri quadrati spalmati su 170 chilometri in cui i cittadini si potranno muovere solo a piedi, con lavoro, scuole, servizi e attività ricreative a soli cinque minuti. Tutte sviluppate verso l’alto, per 500 metri.
Ma sarà previsto anche un treno ad alta velocità che consentirà di andare da un estremo all’altro in soli 20 minuti.
L’esterno sarà rivestito da una facciata a specchio, che farà brillare The Line fino allo spazio, custodendo nel frattempo una delle grandi rivoluzioni, assieme a quella urbanistica e architettonica: l’intera metropoli sarà alimentata con fonti rinnovabili (fotovoltaico in primis), riducendo praticamente a zero le emissioni.
Non solo: la particolare configurazione consentirà di avere all’interno delle mura un clima gradevole, nonostante la zona desertica esterna.


Si tratta di uno dei progetti più ambiziosi e visionari del principe ereditario Mohammed bin Salman, presidente del consiglio di amministrazione di Neom, la società statale che si occupa di questo tipo di investimenti.
Secondo le stime governative, 1,5 milioni di persone vivranno nella “linea” entro il 2030, ma il lavori potrebbero durare fino a 50 anni.
Inutile dire che l’investimento sarà faraonico: la prima fase costerà 1,2 trilioni di riyal (319 miliardi di dollari), metà dei quali arriveranno dal fondo sovrano del regno, il Public Investment Fund.
La vita sarà organizzata in comunità che vivranno su più livelli, con un sistema di piste pedonali e canali d’acqua per muoversi in orizzontale, con passerelle, scale e ascensori per cambiare di piano.
Lo stadio sarà collocato a 300 metri di altezza, non mancherà un porticciolo turistico, ma anche parchi, laghetti e giardini verticali. Gli edifici saranno tutti dotati di tetto verde e di strutture per promuovere l’agricoltura verticale.
L’intelligenza artificiale monitorerà e coordinerà tutte le attività della città verticale, secondo parametri visti finora solo nei film futuristici.


La struttura, una volta a regime, sarà in grado di generare oltre 380.000 posti di lavoro e aumenterà il Pil saudita di 48 miliardi di dollari.
Non mancano, ovviamente, le polemiche. Gli storici abitanti della zona sono stati invitati a trasferirsi ed sarebbe in corso una dura repressione verso coloro che si rifiutano di farlo e che contestano il progetto.

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