La plastica si ricicla in 5 fasi. Con mille bottiglie si realizza un’intera cucina nuova

23 Ottobre 2022

Il processo di riciclo della plastica si compone di cinque fasi.
La prima e per molti versi più importante è quella che spetta a tutti noi, cittadini e imprese: la raccolta differenziata.
Una volta che la plastica è raccolta, viene mandata agli impianti che si occupano del riciclaggio vero e proprio.


Il secondo passaggio del processo di riciclo è la selezione del rifiuto, che viene fatta in buona parte dalle macchine. In questa fase i rifiuti vengono smistati in base alla loro dimensione e uno scanner a infrarossi procede a dividere i diversi tipi di plastica (come Pet, Pvc e Pe) e a separarli usando dei getti di aria compressa. Avere gruppi di rifiuti con la stessa dimensione sarà necessario per la fase successiva, quella della macinazione o frantumazione.
Questo passaggio avviene all’interno degli impianti per la trasformazione in nuova materia prima. I rifiuti selezionati, solitamente impacchettati a formare dei grossi cubotti, vengono ulteriormente divisi a seconda della tipologia di prodotto (tappi, bottiglie e così via). Questo perché differenti tipi di plastica possono contenere additivi diversi.
La quarta fase è quella del lavaggio: la plastica viene ripulita da eventuali residui di sporco o cibo, frammenti di sapone, shampoo e altre sostanze.
Qui occorre una precisazione: lavare i contenitori fino all’ultima macchia prima di buttarli non è necessario perché gli impianti di selezione e riciclo sono in grado di gestire la presenza di residui. Quindi una sciacquata con acqua corrente può andare bene, ma mettersi con spugnetta e detersivo è inutile, oltre ad essere uno spreco d’acqua.
La quinta e ultima fase del riciclo della plastica è la triturazione: dopo essere stati puliti, i rifiuti vengono tritati per ottenere dei fiocchi di plastica, come tanti coriandoli. A questo punto questi “flakes” vengono divisi per colore da macchinari appositi; poi vengono riscaldati, raffreddati, e tagliati a pezzettini.
Il prodotto finito è un’enorme quantità di pellet che può essere utilizzata per produrre nuova plastica da zero.
Cosa si fa con la plastica la plastica che non viene riciclata?
La plastica che sfugge alla raccolta differenziata, o che non può essere riciclata per sua composizione, può seguire due strade. Diventare Css (Combustibile solido secondario) da impiegare in impianti per produrre energia (come cementifici o acciaierie), finire nei termovalorizzatori, producendo valore perché viene usata per la produzione di nuova energia, o negli inceneritori terminando così il suo ciclo di vita.

Curiosità sul riciclo
– con 10 bottiglie di plastica si fa un maglione (70% lana e 30% Pet);
– con 700 flaconi di detersivo e mille sacchetti della spesa si fa una cabina da spiaggia;
– con 25 bottiglie di plastica (Pet) si fa una lampada;
– con 25 Kg di plastiche miste si fa una panchina;
– con 1 vaschetta del gelato si fa un cestino porta mollette;
– con 10 flaconi di plastica (Hdpe) si fa la seduta di una sedia;
– con 2 flaconi di plastica (Hdpe) si fa un frisbee;
– con 20 bottiglie di plastica (Pet) si fa una coperta in pile;
– con 67 bottiglie (Pet) si fa l’imbottitura di un piumino matrimoniale;
– con 27 bottiglie (Pet) si fa una felpa in pile;
– con 23 bottiglie di plastica (Pet) si fa un cestino da supermercato;
– con 11 flaconi del latte si fa un annaffiatoio;
– con 14 vaschette di plastica si fa un cestino portafiori;
– con 2 vaschette di plastica si può avere lo stesso potere calorifico di circa 42 grammi di gas metano;
– con 40 bottiglie (Pet) si realizza la tomaia di una ballerina;
– con 32 bottiglie (Pet) si fa una giacca tecnica;
– con 25 bottiglie (Pet) si realizza un paio di leggins;
– con 1.000 bottiglie (Pet) si realizza un’intera cucina;
– con 5 bicchierini del caffè (vending machine) si fa la scocca di una musicassetta, con 1 bottiglia in Pet il suo nastro.

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