Peggiora la qualità dell’aria, in Europa si teme per la propria salute: il sondaggio

31 Ottobre 2022

 

Cambiamento climatico, inquinamento, energie rinnovabili: questi temi continuano a riempire dialoghi e discussioni sia a livello nazionale che internazionale, evidentemente con l’intento di tenere alta l’attenzione verso argomenti così importanti per l’intero pianeta.
Ma qual è il vero “sentiment” della gente? In effetti sembra che l’argomento della “tutela ambientale” sia molto più sentito di quanto non possa sembrare, molto più urgente e pressante di quanto la “lentezza” delle decisione degli organi preposti in merito forse lasci presupporre.
In particola la qualità dell’aria è al centro di molte delle preoccupazioni degli europei, perché nel suo peggioramento vedono un attacco diretto alla loro salute.
Emerge dal sondaggio speciale Eurobaromentro “Attitudes of Europeans towards Air Quality”, che mette in evidenza come gli intervistati chiedano norme e misure più severe in merito agli obiettivi di “inquinamento zero” posti dall’UE.
Mancanza d’informazione
Partiamo da un punto fermo: gli europei non si sentono adeguatamente informati in merito alla qualità dell’aria sul proprio territorio, tanto che ben il 60% degli intervistati ha confermato il problema. Nel contempo, il 47% ritiene che la qualità dell’aria sia peggiorata negli ultimi dieci anni.
Sempre in materia d’informazione, si rileva che solo il 27% degli intervistati ha dichiarato di aver sentito parlare delle norme vigenti nella UE in materia di tutela dell’aria. Tra queste poche persone, le opinioni in merito sono nette: la maggioranza, pari al 67%, pensa che ciò che è stato fatto fino ad oggi non sia abbastanza, e che le leggi andrebbero rafforzate.
Quali impatti sulla salute?
Sotto la lente del sondaggio di Eurobaromentro anche la salute degli europei, e tutte le patologie che negli anni tendono ad aumentare. È altissima la percentuale di intervistati che imputa la progressione di alcune patologie proprio all’inquinamento atmosferico: particolare l’accento su malattie respiratorie (89%), asma (88%) e malattie cardiovascolari.
La visuale poi si sposta verso l’ambiente esterno: la preoccupazione sale anche per quanto riguarda i corpi idrici, sempre più in pericolo a causa dell’inquinamento. Acidificazione (acqua che diventa più acida) ed eutrofizzazione (quantità eccessiva di nutrienti presenti nell’acqua, con conseguente crescita eccessiva di alghe che soffocano altri organismi) sono le cause più urgenti del peggioramento della qualità dell’acqua per l’83% degli intervistati.
Maggiore impegno internazionale
Di chi è la “colpa”? Ma soprattutto, chi dovrebbe intervenire in merito? È un imbuto che parte dalle realtà più grandi per arrivare a livello locale, probabilmente vista la complessità del tema. La maggioranza (65%) delle persone intervistate ritiene che l’inquinamento atmosferico vada affrontato a livello internazionale. È il 42% a scegliere invece per interventi europei o nazionali, e ancora il 32% sceglie di far operare a livello regionale o locale. L’approccio simultaneo a tutti i livelli è preferito solo dal 19% degli intervistati. E poi, ecco l’assunzione di responsabilità individuale, visto che industrie, produttori ed autorità per gli interpellati non fanno abbastanza per contrastare il fenomeno: muoversi con i trasporti pubblici, in bicicletta o a piedi: ecco le risposte più frequenti che gli europei indicano per ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera.

[email protected]

© Copyright 2023 Editoriale Libertà