I neuroni coltivati in provetta imparano i videogiochi: partita (persa) a Pong

06 Novembre 2022

Ottocentomila neuroni umani e di topo coltivati in provetta hanno imparato a giocare a Pong, uno dei primi videogame in bianco e nero che simula una partita a ping pong.
Una volta collegato il cervello per mezzo di elettrodi alla simulazione di Pong, ci sono voluti solo cinque minuti per far sì che imparasse a giocare. Ovviamente è ancora lontano dall’essere un esperto, dato che a volte commette degli errori che lo portano alla sconfitta.
L’esperimento, che dimostra l’intelligenza intrinseca delle cellule cerebrali, potrebbe essere sfruttato per studiare malattie come l’epilessia o la demenza, così come l’effetto di farmaci, alcol e droghe sul cervello.
Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Neuron da un gruppo di ricerca guidato dalla start-up Cortical Labs di Melbourne, in Australia.
“L’aspetto esaltante e pionieristico di questo lavoro risiede nel fornire ai neuroni le sensazioni, il feedback, e soprattutto la capacità di agire sul loro mondo”, spiega Karl Friston, neuroscienziato teorico dell’University College di Londra.
“Sorprendentemente – aggiunge – le colture cellulari hanno imparato a rendere il loro mondo più prevedibile, agendo su di esso. Questo è notevole perché non puoi insegnare questo tipo di auto-organizzazione, perché, a differenza di un animale domestico, questi mini cervelli non hanno alcun senso di ricompensa e punizione”.
L’esperimento rappresenta un importante progresso nella ricerca su malattie come l’Alzheimer.
Il prossimo passaggio sarà fare “ubriacare” le cellule, per osservare il loro comportamento in stato di alterazione.

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