Monitorare la stabilità dei ponti grazie ai dati degli smartphone di chi passa

07 Novembre 2022

Verificare la stabilità dei ponti usando semplicemente i dati raccolti dagli smartphone di chi ci transita sopra.
È stata sperimentata in Italia, in particolare a Ciampino, la tecnologia sviluppata sotto la guida dell’Istituto di Tecnologia del Massachussetts (Mit), per monitorare lo stato di salute dei ponti, ridurre costi e allungarne la vita d’esercizio.
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Communications Engineering e a cui ha collaborato anche Paolo Santi dell’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), punta a essere ampliato per monitorare ponti e viadotti dell’intera rete stradale.
“L’idea è quella di raccogliere i dati dei telefonini relativi alle vibrazioni che si registrano durante il transito su un ponte e identificare quelli che possano darci informazioni sullo stato di salute della struttura”, ha spiegato Santi, che collabora anche al Senseable City Lab del Mit.
Per verificarne l’efficacia i ricercatori hanno svolto dei test, in collaborazione con Anas, su una serie di viadotti nel territorio del comune di Ciampino su cui erano già istallati dei sensori fissi. “Il confronto dimostra che il metodo ha una buona accuratezza, ma per renderlo un realmente pervasivo ed estendibile su tutta la rete ci sono da affrontare una serie di sfide”.
Prima tra tutte la capacità di imparare a distinguere i passaggi migliori, ossia utilizzare solo i dati di passaggi effettuati alle velocità più adatte alla raccolta dati e quelli con i minori disturbi, ad esempio una buca o il passaggio di camion pesanti nello stesso momento.
“Monitorare una struttura, inviando una squadra di tecnici e istallando sensori è oggettivamente costoso e complesso – ha aggiunto Santi – migliorando la nostra tecnica potremmo in futuro usarla in modo diffuso così da poter segnalare per tempo eventuali criticità e indirizzare con più facilmente dove fare analisi più approfondite con tecnici o sensori”.

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