Dal riciclo del 65% dei rifiuti arriverebbe energia
per 10 milioni di famiglie

12 Novembre 2022

Riciclare il 65% dei rifiuti urbani potrebbe valere il 2-3% dei consumi energetici nazionali.
Grazie al riciclo si possono risparmiare consumi energetici pari a quelli di 7 milioni di famiglie; grazie al trattamento dei rifiuti organici si può ottenere l’1,5% del fabbisogno nazionale di gas; con la valorizzazione energetica dei rifiuti si può generare energia elettrica pari ai consumi medi di 2,6 milioni di famiglie.
Ma l’Italia “deve ancora compiere passi importanti per raggiungere questo obiettivo entro il 2035”.
È quanto emerge dalla ricerca di Assoambiente “Dalla gestione dei rifiuti una spinta verso l’autosufficienza energetica”, presentata a Ecoambiente, la manifestazione dedicata all’economia green che si è tenuta a Rimini.
Le attività di riciclo di materiali come metalli, carta, vetro, plastica e rifiuti organici, infatti, “oltre a limitare l’estrazione di materiali vergini dall’ambiente” consentono di ridurre i consumi di energia.
Il motivo? I processi industriali che prevedono l’uso di materiali riciclati sono meno energivori di quelli basati su materie prime vergini.
“Oggi, grazie al riciclo – spiega Assoambiente – si risparmiano quasi 24 terawattora, ma altri 10 potrebbero aggiungersi se la quota di riciclo arrivasse al 65%. Si tratta di una quantità di energia pari al consumo medio di elettricità di circa 7 milioni di famiglie”.
Ma c’è di più.
Dallo studio emerge come, grazie al trattamento dei rifiuti organici, sia possibile ottenere l’1,5% del fabbisogno nazionale di gas.
In Italia nel 2020, secondo gli ultimi dati Ispra, 43 impianti integrati hanno trattato 3,3 milioni di tonnellate di rifiuti organici, generando biogas, biometano, energia elettrica e termica.
Per raggiungere quel 65% di riciclo necessario entro il 2030, il nostro Paese dovrà raccogliere in forma differenziata circa 7 milioni di tonnellate di frazione organica, arrivando così a quota 10 milioni.
Ecco allora che se questa quantità fosse avviata a un processo di digestione anaerobica, si produrrebbero circa 1,1 miliardi di metri cubi di biometano, cioè l’1,5% del totale del gas consumato in Italia annualmente e pari a 75 miliardi di metri cubi.
“Dai rifiuti può e deve arrivare parte della soluzione al problema energia”, ha spiegato Chicco Testa, presidente di Assoambiente, che ha invitato a mettere questo settore «al centro dell’agenda nazionale per sfruttarne appieno le potenzialità e limitare la crisi attuale».
Ancora una volta, però, “pesa il carico burocratico e amministrativo per le imprese”.
Per questo, “bisogna realizzare gli impianti, completare il quadro degli end of waste e mettere a punto tutti gli strumenti economici di supporto al mercato del riciclo, come previsto dal Programma nazionale di gestione dei rifiuti e dalla strategia nazionale per l’economia circolare”.
Infine, il 10% delle famiglie italiane potrebbe avere elettricità grazie alla termovalorizzazione dei rifiuti.

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