Google e Facebook battono
la Russia: bloccato per cento anni il Tempo universale

22 Novembre 2022

A partire dal 2035 (ma se possibile anche prima) sarà sospesa la pratica di aggiungere secondi intercalari agli orologi ufficiali per sincronizzarli con la rotazione della Terra.
La decisione, caldeggiata anche da colossi come Google e Meta-Facebook, è stata presa dai rappresentanti dei governi di tutto il mondo alla Conferenza generale su pesi e misure (Cgpm) a Parigi.
Contraria la Russia, che vorrebbe rimandare lo stop almeno al 2040 per avere tempo di introdurre le modifiche necessarie al suo sistema di navigazione satellitare Glonass il quale, a differenza del Gps americano, incorpora il secondo intercalare.
Proprio tenendo conto di questa difficoltà l’assemblea ha deciso di puntare al 2035 per la svolta, ma rimangono ancora molte incertezze.
La risoluzione prevede che nessun secondo intercalare venga aggiunto per almeno un secolo, consentendo uno sfasamento tra il Tempo Universale UT1 (che misura la rotazione terrestre rispetto alle stelle) e il Tempo Coordinato Universale UTC (lo standard di riferimento internazionale per la vita civile misurato da centinaia di orologi atomici sparsi nel mondo).
Il Cgpm, però, prevede di consultarsi con altre organizzazioni internazionali per decidere entro il 2026 se sarà opportuno imporre un limite massimo allo sfasamento. Finora il secondo intercalare è stato aggiunto ogni qual volta la differenza tra UT1 e UTC è arrivata a 0,9 secondi entro 12 mesi.
In pratica, il secondo viene aggiunto il 30 giugno o il 31 dicembre, facendo segnare agli orologi lo stravagante orario 23:59:60 prima della mezzanotte.
Questo è accaduto 27 volte dal 1972 a oggi: l’ultima è stata a Capodanno 2017.
Il salto temporale, impercettibile per noi umani, ha più volte creato problemi ai sistemi digitali, con programmi in crash e dati corrotti a causa dell’insolita marca temporale. Questo ha acceso un forte dibattito nella comunità scientifica coinvolgendo anche i giganti del web come Meta, allarmati anche dalla possibilità ventilata negli ultimi anni di introdurre un secondo intercalare negativo (ovvero togliere un secondo invece che aggiungerlo) per restare al passo con la recente accelerazione della rotazione terrestre.
QUANTO È LUNGO UN GIORNO?
Il giorno è definito come il tempo che il nostro pianeta impiega a completare una rotazione, un movimento che misuriamo mediamente in 86.400 secondi, ossia 24 ore, ma che a ben vedere non è mai così preciso e regolare.
Infatti, a causa di molti fattori (dalla perdita dei ghiacci, ai terremoti o le maree, fino ai cambiamenti del volume dei mari) la rotazione del nostro pianeta oscilla continuamente, ma in generale si nota che sta gradualmente rallentando, quindi un giorno dura impercettibilmente di più.
Si stima che il violento terremoto del 2011 in Giappone, di magnitudo 8.9, accelerò la rotazione giornaliera di 1,8 microsecondi, ma da miliardi di anni la durata dei giorni sta mediamente crescendo di circa 2,3 millisecondi ogni cento anni, tanto che oltre un miliardo di anni fa i giorni erano molto più brevi, forse di appena 19 ore.
Ma il fenomeno non è così lineare, perché le forze in gioco nel determinare la velocità di rotazione sono tantissime, e non sempre ben misurabili, e in questi ultimi anni si sono registrati anche giorni più veloci del solito.
Proprio a giugno 2022 si è avuto il giorno più corto di sempre, circa 1,59 millisecondi in meno delle canoniche 24 ore.
La causa potrebbe essere alcune violente eruzioni, come quella del vulcano a Tonga, oppure fenomeni climatici globali come El Nino. Ma probabilmente anche oscillazioni cicliche dovute a effetti gravitazionali.

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