Alberi secolari testimoni di passaggi culturali e legami senza tempo
Dalla Reggia di Monza alla Valluretta, la firma settecentesca dell’agrimensore Luigi Villoresi unisce giardini storici e querce
Dea De Angelis
|2 ore fa

Quercia secolare nel parco del Castello di Agazzano (foto dda)
Alberi secolari testimoni di cultura, storia, evoluzione dei giardini architettonici, legami con le persone. A volte gli alberi vanno ben oltre il loro inestimabile valore ambientale e la loro bellezza e raccontano storie secolari se non millenarie legate a periodi della tradizione sia occidentale che orientale.
In questa edizione della rubrica, collegandoci all’immagine (a lato) del calendario RAMI, una maestosa farnia nei Giardini Reali di Monza, proponiamo lo scatto fatto a un’altra storica quercia (una roverella, per precisione) che ha messo radici da ben più di un secolo in un altro giardino architettonico, quello del Castello di Agazzano. E lo facciamo per tre buoni motivi. Il primo. La tipologia di albero è del tutto simile, sono querce centenarie. Il secondo. Si trovano entrambe in giardini architettonici di Villa Reale e Villa Anguissola Scotti.
Infine, il terzo motivo, forse poco noto ai lettori. A Monza come in val Luretta, il progettista del giardino storico o gentilizio, per alcuni definibile formale, è lo stesso: l’agrimensore Luigi Villoresi. Dalla documentazione conservata sappiamo che il conte Ranuccio Anguissola Scotti commissionò alla fine del diciottesimo secolo, nel 1793, a Luigi Villoresi, già architetto di Villa reale di Monza, anche il disegno per un grandioso parco per la sua residenza suburbana, quella di Agazzano.
Lo stesso Luigi Villoresi, sempre per il conte Ranuccio, realizzò il parco della residenza del conte, Villa Anguissola Scotti di Rivergaro, in val Trebbia. Alberi secolari, autoctoni ma anche esotici, maestosi nella loro presenza paesaggistica, incantevoli da vedere che hanno attraversato gli ultimi due secoli e possono raccontare nel terzo Millennio dinamiche di famiglie nobili e scelte culturali (dal Rinascimento in poi) molto affascinanti.
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