Festival inRiva, serata operetta con “La duchessa del Bal Tabarin”
Questa sera, lunedì 29 giugno, alle 21, proposta dalla compagnia di Elena D'Angelo nel parco del castello di Riva di Ponte dell'Olio
Redazione Online
|12 ore fa

La seconda serata di inRiva Festival di Ponte dell'Olio, è dedicata all'operetta. Questa sera, lunedì 29 giugno, alle 21, la compagnia di Elena D'Angelo proporrà nel parco del castello, "La duchessa del Bal Tabarin". Adattamento di Carlo Lombardo, su libretto di Arturo Franci e Carlo Vizzotto, di un'operetta austriaca mentre Roma era in guerra con Vienna (1915-'17). Cast: Frou Frou Elena D'Angelo, Sofia Verber Matteo Mazzoli, Ottavio di Chantal Alessandro Fantoni, Edi Merita Dileo, Duca di Pontarcy Diego Paul Galtieri, Sig.na Morel Maresa Pagura, Gaston Stefano Menegale, Lavalliere Fabio Vivarelli, Marcella Tessarin pianoforte, Martina Roncam Giada Cervini e Alessia Gaspardi Corpo di ballo. "La duchessa del Bal Tabarin" è un'operetta in 3 atti di Carlo Lombardo (scritta con lo pseudonimo di Leon Bard), adattamento italiano del 1915 di Majestät Mimi (1911) di Bruno Granichstaedten. Narra la vicenda di Frou Frou, "chanteuse" del Bal Tabarin di Parigi, di cui s'innamora il duca di Pontarcy, che la sposa facendole promettere fedeltà per almeno 6 mesi. Frou Frou accetta, ma presto s'annoia e rimpiange la vita di prima, allegra e frivola, così organizza il suo rientro al Tabarin con il suo prossimo amante, Ottavio di Chantal, proprio la stessa notte che conclude il periodo di fedeltà obbligatoria, decisa a tradire il marito. Anche il duca si reca al Tabarin con una sua giovane fiamma e tra equivoci comici e situazioni paradossali ci si avvia verso l'immancabile lieto fine.
Principale impresario italiano di operette, Carlo Lombardo sfornava titoli a getto continuo e spesso andava a prenderne di nuovi all'estero, adattandoli però per il pubblico italiano. Così, nel 1911, a Vienna individua Majestät Mimi, un'operetta del compositore austriaco Bruno Granichstaedten. Nel 1914, Lombardo decide di trasformare Majestät Mimi in La duchessa del Bal Tabarin. Si ignora se lo abbia fatto con il consenso dell'autore (all'epoca poco conosciuto anche in patria). Lo spartito de La duchessa del Bal Tabarin, pubblicato da Sonzogno nel 1917, non accenna minimamente all'operetta austriaca originale, e poiché Italia e Austria nel 1915 erano in guerra è probabile che non si andasse troppo per il sottile in questioni di copyright. La duchessa andò in scena al Teatro Fossati di Milano il 4 dicembre 1915. Per sicurezza, comunque, Lombardo aveva firmato la propria rielaborazione - basata su un libretto di Arturo Franci e Carlo Vizzotto - con lo pseudonimo (francese, per prudenza massima) di Leon Bard. Scandalizzò, in Italia, il fatto che anziché scrivere un'operetta tutta italiana se ne utilizzasse una di un Paese nemico. Un critico della Gazzetta dei Teatri, Carlo d'Ormeville, evidentemente interventista sfegatato, scriveva all'indomani della prima rappresentazione: "Ma che proprio per avere un'operetta che si regga sulle gambe, bisogna ricorrere a Vienna e a Berlino? Si ha un bel dire che l'arte è universale e che non si deve confonderla e coinvolgerla nella politica. Se tutti la pensassero come me, nessuno andrebbe ad applaudire la musica di un austriaco o di un tedesco. E purtroppo di applausi ve ne furono". Il che vuol dire, evidentemente, che Lombardo aveva colto nel segno e che, a dispetto della guerra, aveva fatto di quest'operetta italo-austriaca un grande successo italiano. Infatti, se Majestät Mimi è oggi totalmente dimenticata, La duchessa del Bal Tabarin è rimasta in repertorio in Italia e almeno una sua aria - il Valzer di Frou Frou è ancora oggi proverbiale e molto eseguita nei recital di operetta. La duchessa del Bal Tabarin segnerà anche il debutto, a 17 anni, al Quirino di Roma, di quella che sarà una delle più grandi soubrette italiane di operetta, Nanda Primavera. Nel 1976 ne verrà tratto molto liberamente un film di Giovanni Grimaldi, Frou Frou del tabarin con Martine Brochard come protagonista.
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