Savile Row 3: la Apple sarà il primo museo dei Beatles

Il famoso edificio londinese dove registrarono il concerto sul tetto è stato acquistato da Paul: «Custodisce ricordi e nel 2027 si aprirà a tutti». E stasera alle 21 ai Teatini un incontro dedicato ai Fab Four del Festival Blues

Eleonora Bagarotti
Eleonora Bagarotti
|3 ore fa
La Apple a Savile Row n.3© ANSA
La Apple a Savile Row n.3© ANSA
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Nel cuore di Londra, a pochi passi da Piccadilly Circus, esiste un luogo magico per chiunque ami i Beatles - o anche, in generale, la musica.
Tutti gli appassionati, almeno una volta nella vita, hanno scattato una foto davanti a una certa porta. Sopra, il celebre tetto sul quale i Beatles si esibirono per l’ultima volta dal vivo, il 30 gennaio 1969. Un’esibizione bellissima, immortalata in “Let It Be” (album e omonimo film diretto da Michael Edward Lindsay-Hogg), anche nella sua “brevità” (42 minuti), interrotta dall’arrivo della polizia a causa della “confusione” che si era creata, ovvero: tutti alle finestre, ma anche in strada, col naso all’insù per seguire la performance (e tte credo!)
Ebbene, Apple, quell’edificio al numero 3 di Savile Row, è stato acquistato da Paul McCartney per essere destinato a ospitare, dal maggio del 2027 (in data da definirsi) il primo museo ufficiale della band. L’annuncio è arrivato dallo stesso McCartney e da Ringo Starr ed esiste già una mailing list alla quale iscriversi per restare aggiornati, dal sito www.thebeatles.com.
La casa si trova all’inizio di Savile Row, entrandovi sulla destra, al centro di Mayfair. In quella strada hanno sede alcuni dei più importanti e conosciuti laboratori sartoriali del mondo, tra cui Anderson & Sheppard, Cad & the Dandy, Gieves & Hawkes, Davies & Sons, Henry Poole & Co e Norton & Sons e lo scrittore Jules Verne decise di porre al numero 7 la residenza di Phileas Fogg, personaggio fittizio e protagonista del celebre romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni”.
I Beatles in concerto sul tetto della Apple
I Beatles in concerto sul tetto della Apple

A Savile Row, non solo il tetto racconta, ma anche le stanze e il cosiddetto “basement”, che ospitò alcune registrazioni.
«I turisti vengono in Inghilterra e possono andare ad Abbey Road, ma non possono entrare», ha detto McCartney alla Bbc, riferendosi agli studi Emi dove con John Lennon, George Harrison e Ringo Starr registrò diversi album celeberrimi con i Beatles - ed anche come solista. Celebri, a questo proposito, le copertine di “Abbey Road” del 1969 in cui i Beatles attraversano le strisce pedonali ed anche quella di “Paul is Live” del 1993, in cui ad attraversale di nuovo è McCartney solista insieme al suo cane Arrow.
«Quindi ho trovato formidabile l’idea di aprire questo museo - ha aggiunto Paul - che si è detto «impaziente di vedere il progetto realizzato. È stata un’esperienza incredibile tornare al 3 di Savile Row e visitare quei luoghi. Queste mura custodiscono tanti ricordi preziosi, per non parlare del tetto». Per Ringo Starr è «stato come tornare a casa», parafrasando l’ultimo duetto con Macca (vedi articolo sottostante).
The Beatles, Abbey Road
The Beatles, Abbey Road

Nel museo chiamato “The Beatles at 3 Savile Row” e distribuito su 7 livelli, si potrà accedere ad archivi inediti, a mostre temporanee e a un negozio di prodotti ufficiali della Apple Corps, società della band. Sarà inoltre possibile visitare una ricostruzione dello studio di registrazione e salire in cima al celebre tetto, con la sua vista sulla capitale britannica. «Entri al pianterreno, ci sono cimeli e cose del genere. Poi sali attraverso l’edificio e vedi varie cose accadute qui e là, finché arrivi in cima, esci sul tetto e fingi di essere un Beatle», ha spiegato McCartney riassumendo quanto i turisti potranno trovare fra i piani della nuova attrazione.
E noi? Siamo già in fila...!
E NEL DUETTO "HOME TO US" I DUE EX "BEATLE" TORNANO A CANTARE INSIEME SUSCITANDO TANTE EMOZIONI
Paul McCartney e Ringo Starr nel loro primo duetto: è il brano “Home to us” ed è il secondo singolo, canzoni e delle registrazioni. “Days we left behind”,
accolta con grande entusiasmo estratto dal prossimo album di Paul, “The boys of Dungeon Lane” in arrivo il 29 maggio. Lo ha ufficializzato lo stesso McCartney a un evento speciale dedicato ai fan presso gli Abbey Road Studios di Londra. Paul ha sorpreso 50 fortunati invitati per un’esclusiva anteprima del suo nuovo album, unendosi a loro all’interno dello Studio 2 di Abbey Road per condividere i retroscena delle nuove canzoni e delle registrazioni. La canzone è stata creata attorno a una linea di batteria che Paul ha chiesto a Ringo di registrare per l’album con il produttore Andrew Watt, ed è l’unica canzone che vede la partecipazione di un batterista ospite poiché Paul suona la maggior parte degli strumenti, nello spirito del suo album di debutto da solista del 1970, “McCartney”.
Paul McCartney e Ringo Starr
Paul McCartney e Ringo Starr

Parlando di “Home to Us”, Paul ha raccontato: «Ringo è passato in studio e ha suonato un po’ la batteria. Ho detto ad Andrew che avremmo dovuto registrare un brano e mandarglielo. Quindi questa canzone è stata pensata interamente per lui. Nello scriverla ho parlato delle nostre origini. Come per molte persone, si parte dal nulla e ci si costruisce da soli. Ringo era di Dingle, ed è stata dura. Ha raccontato che veniva derubato mentre tornava a casa, perché lavorava. Anche se era pazzesco, per noi era casa. Ho scritto la canzone partendo da quell’idea e gliel’ho mandata. Lui mi ha rispedito una versione in cui aveva aggiunto solo qualche riga al ritornello, così ho pensato che forse non gli piacesse. L’ho chiamato e mi ha detto che pensava volessi che cantasse solo una o due righe, e io gli ho detto che mi sarebbe piaciuto sentirlo cantare tutto il brano. Così abbiamo preso la mia prima strofa, la seconda di Ringo, e abbiamo fatto un duetto. Non l’avevamo mai fatto prima. Poi volevamo dei cori e mi è venuta l’idea che sarebbe stato bello sentire delle ragazze. Chrissie Hynde ha detto che l’avrebbe fatto e Sharleen Spiteri, pure. Sono amiche. Così l’hanno fatto».
Ringo Starr e Paul McCartney
Ringo Starr e Paul McCartney
Da quando è stato annunciato il nuovo album, “The boys of Dungeon Lane” (a cui Libertà rocks ha dedicato una pagina, qualche settimana fa) è stato accolto con grande entusiasmo dai fan e dai media di tutto il mondo. Non è solo il primo nuovo album solista di McCartney in 5 cinque anni; è una raccolta rivelatrice di storie mai condivise prima, ricordi personali e alcune canzoni d’amore di nuova ispirazione, da una delle figure culturalmente più significative del nostro tempo. Rivolgendo lo sguardo verso l’interno, Paul rivisita gli anni formativi che hanno plasmato sia la sua vita, sia le fondamenta stesse della cultura popolare moderna. L’album è senza dubbio il suo più personale e introspettivo fino ad oggi, con storie inedite che trasportano l’ascoltatore indietro nel tempo, dove tutto è iniziato. Le nuove canzoni mostrano Paul in uno stato d’animo sincero, vulnerabile e riflessivo, mentre scrive con rara apertura della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della resilienza dei suoi genitori e delle prime avventure con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della Beatlemania. “The boys of Dungeon Lane” è la storia prima della Storia.
La locandina del concerto serale ai Teatini, dopo l'incontro dedicato ai Fab Four
La locandina del concerto serale ai Teatini, dopo l'incontro dedicato ai Fab Four
"DAL MISSISSIPPI AL PO": SERATA IN CUI SI PARLA DEI FAB FOUR CON PHILIP NORMAN, ALBERTO DOSI, SEBA PEZZANI E DAVID HEPWORTH, PRIMA UN INCONTRO LETTERARIO A IL GERMOGLIO CON HASKA SHYYAN E DOPO L'ESIBIZIONE DI BRIAN LOPEZ

Una serata dedicata ai Beatles, nell’ambito del Festival blues “Dal Mississippi al Po” di Fedro. Nella Sala dei Teatini, con ingresso libero, stasera alle 21 sarà ospitato Philip Norman, uno degli autori più accreditati a livello mondiale nei settori della cultura e della musica pop. “Shout!” è il titolo della sua inimitabile biografia dei Beatles, pubblicata per la prima volta nel 1981. Il libro ha venduto oltre un milione di copie in tutto il mondo. Ha poi scritto biografie di successo su tanti artisti e gruppi come i Rolling Stones, Elton John, Buddy Holly, John Lennon, Mick Jagger, Paul McCartney, Eric Clapton. L’ultimo lavoro di Philip Norman, londinese, è stato pubblicato nel 2020 ed è dedicato a Jimi Hendrix.
Oltre a Philip Norman, la serata si preannuncia molto ricca. Intanto a coordinarla sarà Seba Pezzani, traduttore, scrittore (è appena uscito il suo libro firmato con James Grady, “La guerra civile in America”), giornalista e musicista.
Interverrà anche l’esperto beatlesiano e grande collezionista Alberto Dosi insieme ad altri ospiti. Inoltre è atteso, in collegamento, anche David Hepworth. famoso giornalista, presentatore e critico musicale inglese. Attivo fin dagli anni Settanta, ha lanciato e collaborato a riviste come Smash Hits, Q, Mojo e The Word. È autore di “Uncommon People: The Rise and Fall of the Rock Stars” e di “The Secret History of Entertainment”. Il suo blog è whatsheonaboutnow.blogspot.com.
Alle ore 21.30 seguirà il concerto di Brian Lopez (Calexico) che ospiterà anche il chitarrista Alex Gariazzo (Treves Blues Band).
Lopez è un cantautore e chitarrista americano, originario di Tucson, noto per uno stile raffinato che intreccia folk, rock e suggestioni desertiche.