Siamo campioni di salto dell'ansia e saltare è meno difficile se non lo facciamo da soli

Internet ha una doppia medaglia: ci fa sentire indietro ma ci rincuora permettendoci di trovare persone come noi

Anna Morando
|5 ore fa
Il salto dell'ansia accomuna i millennials
Il salto dell'ansia accomuna i millennials
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Bentornati cari amici lettori, oggi affrontiamo un argomento di cui si sente parlare sempre più spesso, ovvero: l’ansia da prestazione. E non intendo alle prime uscite con il tuo lui o la tua lei. Se riesci a trovare qualcuno con cui uscire, ti stringo la mano, io ultimamente trovo qualcuno da evitare come la peste nel 1300.
Qua si intende l’ansia da prestazione nell’affrontare la vita. Ammettiamolo, bilanciare tutto rientrerà come categoria alle prossime olimpiadi.
Lavoro, figli e famiglia (se li hai), amici, gestione della casa, allenamento, mangiare sano, leggere, avere tempo per te e perla tua crescita personale, gestire animali (se li hai), passioni è veramente difficile. La lista è così lunga che scalare l’Everest in mutande senza sherpa sembra una passeggiata di salute.
E così, all’improvviso, una mattina ti svegli e ti bussa alla porta una nuova compagna di vita: l’ansia. Fino al giorno prima ne sentivi parlare, ma era un rumore lontano, qualcosa che capitava agli altri.
Poi basta aprire qualsiasi pagina social e la situazione peggiora.
Vedi tante di persone che si svegliano alle 3 di mattina e appena svegli immergono la faccia nel ghiaccio per tot minuti, poi corrono 21 km prima del lavoro; tornati a casa preparano i figli per la scuola, sono produttivi per 12 ore, leggono tre libri a settimana, guadagnano milioni, viaggiano, vivono.
Tu nel mentre stai ancora cercando di ricordare dove hai posteggiato la macchina il giorno prima.
Dopo ti rendi conto che queste persone rappresentano l’1% della popolazione mondiale, e ti tranquillizzi. Il restante 99% cerca di sopravvivere tra mail, lavatrici, riunioni e notifiche.
Ma nel retro del tuo cervello c’è sempre quella vocina che ti dice “spingi di più, fa di più, corri anche tu”.
Per un po’ ci provi, ma arrivi stremato a fine giornata, e capisci che avresti bisogno di giornate da 50 ore e forse sarebbero pure poche. Così inizi a dare priorità alle cose giuste e cercare un equilibrio che sia umano.
Nonostante questo, nascono ansie nuove: ansia di fare la scelta sbagliata, di prendere un aereo, la metro, di uscire la sera, di aprire una mail il lunedì mattina.. e tante altre che ho sentito raccontate da amici e online.
Questo ci rincuora: non siamo soli. Appariamo sempre tutti al top, ma dentro solo noi sappiamo chi siamo e che momento stiamo vivendo.
E forse, se ci aprissimo di più, scopriremmo che anche chi abbiamo vicino è campione mondiale di salto dell’ansia.
Da questo punto di vista il mondo dell’internet ha una doppia medaglia: ci fa venire l’ansia e ci fa sentire indietro, ma ci permette di trovare persone come noi, normali, che raccontano le loro esperienze e ci rincuorano.
Siamo una generazione cresciuta a pane, finte sicurezze, futuri illusori e presenti ambigui. Viviamo in un mondo in cui se qualche leader mondiale è sceso con il piede sbagliato dal letto improvvisamente il futuro diventa ancora più incerto.
Viviamo in un mondo pieno di incertezze e paure, ma siamo anche molto bravi, anche troppo, a non farci vedere tropo deboli. Invece credo che proprio per questi motivi, dovremmo fare squadra: parlarne di più, condividerle, ridimensionarle insieme.
Perché, alla fine, il salto dell’ansia diventa meno alto, se non saltiamo da soli.