Piacenza

Primogenita: squalifica fino al 2017 per il dirigente. Imberti: “Valutiamo ricorso”

17 aprile 2013


“Preferisco non esprimere giudizi, visto che ancora non ho letto il comunicato ufficiale e quindi le motivazioni del Giudice Sportivo. Si tratta in ogni caso di una squalifica molto pesante”.
E’ Piero Imberti, presidente della Primogenita a parlare e commentare i quattro anni e mezzo inflitti al suo dirigente, protagonista giovedì scorso, del finale incandescente di Folgore-Primogenita: il match terminò con l’accompagnatore che, entrando nello stanzino del direttore di gara, procurò allo stesso arbitro un taglio in fronte che richiese il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza.
“Giusti quattro anni? – prosegue Imberti – ripeto, non voglio sbilanciarmi. E’ stata una vicenda molto spiacevole: in primis per il direttore di gara coinvolto. Ora anche per il nostro ragazzo che è profondamente addolorato del clamore sollevato dalla vicenda. Ricorso contro la squalifica? Valuteremo il da farsi. Certo è, che una punizione così esemplare non ricordo sia mai stata comminata ad altri in passato per episodi simili: ricordiamoci che non era affatto nelle intenzioni del tesserato causare un danno all’arbitro. Quella porta è stata aperta con foga, ma non c’era intenzione alcune di colpire. Però, sia chiaro, non giustifico nessuno”.
Primogenita falcidiata: oltre ad Hasic Adis, inibito fino al 31 dicembre 2017 a svolgere ogni attività sociale, sono diverse altre le squalifiche che colpiscono i giocatori della squadra piacentina. Filippo Morelli dovrà rimanere fermo fino al 19 maggio: “perché, al 50° del secondo tempo, dopo la segnatura di una rete avversaria, correva velocemente verso l’arbitro, lo prendeva per la divisa,strattonandolo. Nel frattempo gli rivolgeva frasi offensive e minacciose.Tale gesto non gli procurava comunque male fisico”. Squalifica a tempo, anche per Andrea Barucci, stoppato fino al 28 aprile: “Perché, nel concitato finale di partita, nella sua veste di capitano, rivolgeva all’arbitro frasi gravemente offensive”. Si esaurirà invece il 25 aprile, il castigo per Simone Maschi e Corrado Sacchi che si sono “limitati” ad alcune “frasi gravemente offensive”.

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