Mezzo secolo di Rugby Lyons. Il presidente Fanzola:”Si rimane leoni a vita”

07 Settembre 2013

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Per spiegare al meglio il significato dell’essere Lyons, non serve spendere troppe parole. Sarebbe sufficiente riprende ciò che enuncia il codice di comportamento della società bianconera, e in pochi minuti tutto sarebbe più chiaro. “Se sei un genitore, applaudi le imprese di entrambe le squadre”. Si apre così il “decalogo” della società del presidente Natalino Fanzola. Si tratta soltanto di uno dei pilastri di un regolamento semplice, ma inderogabile. E il rispetto di questi principi è con tutta probabilità il motivo per il quale la storia dei Lyons taglierà venerdì prossimo, il traguardo dei 50 anni di vita. E prima della mega festa che andrà in scena al Palabanca, ieri sera una sorta di prologo delle celebrazioni è andato in scena nel suggestivo scenario di Casa Calciati. C’erano praticamente tutti: dalle vecchie glorie del passato, come Achille Bertoncini o Tobyas Oosthuizen, arrivato addirittura dal Sud Africa, fino ai soci fondatori, passando per le numerose personalità a rappresentare le istituzioni cittadine. Gli occhi di Arianna Dadati, figlia di Melchiorre, storico fondatore del club, brillavano nell’appurare che proprio tutti, hanno risposto all’invito per una serata che sa di amarcord, ma che al tempo stesso è una spinta vibrante verso un futuro solido, rappresentato dai protagonisti di oggi.
“Io so cosa significa essere “leoni” dentro – dice il presidente Fanzola – e chi indossa la maglia bianconera, rimarrà un Lyons a vita. La prossima stagione? Se riuscissimo a regalarci la promozione, sarebbe fantastico, ma non siamo ossessionati dalla vittoria a tutti i costi”.
“L’obiettivo del gioco è divertirsi, migliorare e stare bene”: ebbene sì, questo è un ulteriore cardine del codice Lyons. Cinquant’anni di leoni sul campo ma, soprattutto, nella vita.

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