Mazzola a Piacenza: “Dopo l’oltraggio a Superga avrei chiuso lo stadio della Juve”

04 Aprile 2014

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Nel calcio delle bandiere ormai completamente ammainate, di un pallone che fatica sempre di più a ritrovare la propria anima, scambiare quattro chiacchiere con Sandro Mazzola significa, anche solo per un attimo, ritrovarsi nel football, quello vero, dei gentiluomini e dell’educazione. Un vero signore Mazzola: un’eleganza innata ai tempi della grande Inter che lo accompagna da sempre anche lontano dai campi da gioco.

Ci hanno pensato i giornalisti Giorgio Lambri e Mauro Molinaroli a presentare il super ospite quest’oggi alla Galleria Biffi nel corso dell’ultimo appuntamento del ciclo di incontri “L’arte di scrivere”. Già, perché Mazzola, tra aneddoti, considerazioni sulla sua Inter attuale (“Forse sarebbero stati necessari più investimenti”), ha poi presentato il suo libro, “Ho scelto di stare davanti alla porta”, scritto a quattro mani con il giornalista Marco Civoli. Premiato dal sindaco di Piacenza Paolo Dosi, Mazzola, dopo aver disquisito sulla nuova Inter di Tohir e del momento difficile dei neroazzurri, si rabbuia soltanto per un attimo, quando si parla dei vergognosi striscioni apparsi allo Juventus Stadium in occasione del derby tra i bianconieri e il Toro. L’oltraggio alla tragedia di Superga, dove il padre di Mazzola, Valentino, perse la vita, ha innescato la comprensibile reazione dell’ex attaccante. “Quello stadio andrebbe chiuso per sempre – ha detto l’ex numero 10 dell’Inter -: paghiamo una cultura sportiva inesistente dei nostri giovani” è l’amaro sfogo di Mazzola.

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