Riccardo Mutti è uno dei più giovani addetti al video-check in A1

01 Febbraio 2021

Grazie ai suoi otto occhi altamente sofisticati, in grado di “sorvegliare” ogni millimetro del terreno di gioco, nulla gli può sfuggire. Il suo potere più grande, tuttavia, è quello di far tornare indietro il tempo, rivedendo (anche all’infinito) ciò che è accaduto qualche istante prima, per poterlo sviscerare, analizzare e infine giudicare.

No, non si tratta di qualche strano supereroe dei fumetti, bensì del piacentino Riccardo Mutti, che pur non avendo il mantello come Batman un po’ “super” lo è: a 25 anni è infatti uno dei più giovani addetti al video check della Superlega, il massimo campionato di pallavolo italiano (da sempre considerato il campionato più difficile e spettacolare al mondo).

“Il video check – spiega Mutti – è il sistema che monitora le linee perimetrali del campo studiato dalla Lega Pallavolo Serie A. Grazie a otto telecamere che supervisionano le righe del terreno di gioco è possibile valutare l’impatto del pallone con il campo, determinando così il classico ‘dentro o fuori’. Il compito dell’addetto al video check è dunque quello di ‘pilotare’ il sistema, proponendo al secondo arbitro le immagini contestate dai capitani delle squadre, che verranno o meno confermate. Immagini che possono essere viste anche dal pubblico televisivo”.

Come ti sei avvicinato a questo mestiere? “Ho sempre avuto la passione per la pallavolo e quattro anni fa, dopo aver accumulato una discreta esperienza come arbitro in Serie B, ho iniziato ad approcciarmi al ruolo. Il mondo della Superlega è davvero affascinante e in questo modo sono entrato a farne parte. Ho iniziato con qualche partita di Serie A2, gusto per ‘farmi le ossa’. In meno di un anno ero già in Superlega”.

Un sogno nel cassetto? “Ovviamente arbitrare in Superlega. Non potrei chiedere di più”.

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