Quasi 500 anni fa un’alluvione mutò il volto dell’alta Val Nure
Edifizi, cuore del feudo di Nuceto, finì cancellato da una piena del Nure. Pier Luigi Carini ripercorre l’età d’oro di questo territorio e il suo declino
Giacomo Nicelli
|2 mesi fa

Pier Luigi Carini, durante la conferenza tenuta nel castello di Gambaro, indica il feudo di Turio e Nuceto
Nell’anno 1580 il Nure, gonfiato da piogge violente, si abbatté sul borgo di Edifizi e lo cancellò. Rimase in piedi l’oratorio di San Rocco: tutto il resto - il palazzo del marchese, i mulini, il maglio, la segheria, il follo - fu spazzato via da un’onda devastante. Chi ricorda la tremenda notte tra il 13 e il 14 settembre 2015 riconoscerà nel racconto di quel disastro una ferita già vista.
A parlarne è stato Pier Luigi Carini, studioso di storia locale - già autore del libro I Curletti: un villaggio della Val d’Aveto nel Cinque e Seicento – durante una conferenza su “Genti e paesi della Val Nuceto” tenuta domenica al castello di Gambaro. Davanti a un folto pubblico ha offerto un quadro della vita in Alta Valnure nel Cinquecento, frutto di un lungo lavoro di ricerca negli Archivi di Stato di Piacenza e di Parma, nell’Archivio Storico Diocesano di Piacenza e nell’archivio parrocchiale di Rompeggio. Ma la piena del 1580 non travolse un centro qualsiasi.

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