Corteo e canti per i martiri di Alta Val Tidone
A Busseto di Pecorara commemorati i 23 partigiani caduti in quella fetta di terra, «una delle prime ad essere liberata»
Elisabetta Paraboschi
|8 mesi fa

Il corteo a Busseto di Pecorara © Libertà/Elisabetta Paraboschi
«Dove sono morti è nata la libertà». Così si legge sul monumento davanti al cimitero di Busseto, nel comune di Alta Val Tidone, che ricorda i 23 partigiani morti in quella fetta di terra: lì tanti piacentini si sono ritrovati per la commemorazione organizzata dall’Anpi provinciale con la sezione Alta Val Tidone, il Comune e il circolo Anspi.«Questa zona, corrispondente al vecchio comune di Pecorara, fu una delle prime a essere liberata - spiega il presidente provinciale dell’Anpi Piacenza Romano Repetti all’inizio della cerimonia - tanti si ritrovarono qua. La Resistenza è nata così: qui i partigiani si sono organizzati e hanno cominciato a liberare il territorio». A seguire, l’allocuzione ufficiale del consigliere regionale Lodovico Albasi e gli interventi dei rappresentanti del comune di Alta Val Tidone e dell’Anpi di Lainate. «Non è solo una data sul calendario. Il 25 aprile è una memoria viva, una responsabilità nostra e dei giovani, un monito costante affinché i tragici fatti di oltre ottant’anni fa non si ripetano più» sottolinea Albasi davanti al monumento che ricorda i partigiani a Busseto e poi seguendo il corteo - accompagnato dai canti del Coro Infrangibile - che a piedi arriva fino ad Aie, all’ex osteria dove sette partigiani furono fucilati.
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