PizzAut, Nico Acampora racconta a Piacenza come ha cambiato la vita a 41 ragazzi autistici
L'incontro con gli studenti dell'Università Cattolica: dalla diagnosi del figlio alla nascita dei ristoranti inclusivi. «Mi dicevano che non ce l'avrei fatta». E con 150mila panini venduti arriva anche una casa per sperimentare l'autonomia.
Redazione Online
|1 settimana fa

Da una diagnosi di autismo alla nascita di PizzAut, il progetto che oggi offre lavoro e dignità a 41 ragazzi neurodivergenti. A raccontare questa storia di inclusione e tenacia è stato Nico Acampora, ospite dell'Università Cattolica di Piacenza per la nona Giornata del Dono.
«Quando dissi a mia moglie che volevo fare qualcosa per il futuro dei ragazzi autistici, mi rispose: rimettiti a dormire, non sai neanche cucinare un uovo», ha ricordato Acampora.
Era il 2017. Oggi PizzAut conta due ristoranti, a Cassina de' Pecchi e Monza, dove lavorano 41 ragazzi autistici e cinque colleghi normotipici.
All'incontro è intervenuto anche Luca D'Alba, direttore generale di Avolta, che con PizzAut ha ideato GourmAut, un panino solidale. Le 150mila vendite in tre mesi hanno contribuito all'acquisto di un appartamento dove i ragazzi potranno sperimentare l'autonomia abitativa.
Tra le storie raccontate, quella di Letizia, che a vent'anni non sapeva scrivere e oggi prende le ordinazioni, e di Beatrice, autrice dei disegni per GourmAut.
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