I presidenti Avis non ci stanno alla chiusura dei punti raccolta

Biolchi di Vernasca e Frontoni di Rustigazzo contestano la decisione dei vertici provinciali. «Le donazioni diminuiranno»

Federica Duani
|4 ore fa
Il centro prelievi Avis di Vernasca, destinato a chiudere - © Libertà/Federica Duani
Il centro prelievi Avis di Vernasca, destinato a chiudere - © Libertà/Federica Duani
1 MIN DI LETTURA
Otto punti di raccolta Avis chiudono. Tra questi Vernasca, Rustigazzo e Castellarquato: i loro presidenti fanno sentire la loro voce. Non perché non siano consapevoli delle difficoltà negli aspetti organizzativi e strutturali che hanno portato alla scelta, piuttosto perché si sono sentiti presi in giro.
«Pubblicamente, sul quotidiano Libertà del 18 agosto, il presidente di Avis provinciale Giovanni Villa ha giustificato le chiusure parlando di un contesto gestionale e normativo cambiato, nonché di mancanza di volontari e sostenibilità gestionale - afferma Mauro Biolchi, presidente della sede di Vernasca -. Non ne mettiamo in dubbio la veridicità, ma non è quello che ci è stato detto. A noi ha riferito che la chiusura di Vernasca era dovuta ad una mancata risposta da parte dell’amministrazione circa l’adeguamento degli spazi: ma non è così, c’era piena disponibilità e lo sapevano». Ciò a cui Biolchi riferisce è la necessità di installare un condizionatore all’interno della sede, per soddisfare il requisito di temperatura stabilito a 22 gradi, e una possibile modifica alla metratura: «Eravamo disposti a fare tutto - continua Biolchi -. Con che modalità hanno deciso di chiudere?».