«Troppi costi e burocrazia», chiudono cinque Bancolat
«Sono andato avanti per vent’anni – dice il titolare Giovanni Manfredi – tutti i giorni, Pasqua e Natale compresi, ma adesso non riesco più»
Mariangela Milani
|4 mesi fa

A vent'anni dall'inaugurazione a Nibbiano del primo Bancolat della provincia, il produttore Giovanni Manfredi ha deciso di smettere. Tutti i cinque distributori - quelli di Pianello (aperto in sostituzione di Nibbiano) e di Castel San Giovanni e i tre collocati a Piacenza - da qualche giorno non erogano più il latte crudo biologico che ogni giorno proveniva dalla stalla di Pecorara. Troppi costi, troppi adempimenti burocratici, troppe incombenze e forse anche troppo poco sostegno a fronte di un servizio utilissimo, che in molti hanno però dato per scontato.
«Sono andato avanti per vent’anni – dice il titolare Giovanni Manfredi – tutti i giorni, Pasqua e Natale compresi, ma adesso non riesco più». Oltre al carico di lavoro, ci sono anche costi di manutenzione e produzione che continuano a lievitare, rendendo il margine di guadagno sempre più risicato, se non quasi nullo. Se a tutto questo si aggiungono incombenze burocratiche e normative sempre più stringenti si capisce il motivo di una scelta «fatta a malincuore» come dice lo stesso Manfredi.
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