Le frazioni sul Po chiedono più servizi, viabilità e sicurezza

Le richieste del "sindaco ombra" di Mortizza, Gerbido e Bosco dei Santi. «Molti interventi già eseguiti ma il tema centrale è il trasporto pubblico»

Thomas Trenchi
|19 ore fa
Umberto Venezia, presidente dell’associazione “Noi di Gerbido, Mortizza e Bosco dei Santi”
Umberto Venezia, presidente dell’associazione “Noi di Gerbido, Mortizza e Bosco dei Santi”
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«Non avevo visto quella buca, sembra un cratere. Va segnalata subito». Nulla sfugge allo sguardo vigile di Umberto Venezia. Alberi inclinati, marciapiedi stanchi, altalene da rimettere in sesto: apre l’app Municipium del Comune, invia la nota, attende. «Ne ho spedite una sessantina, questo strumento funziona». Se occorre, però, passa alla chiamata diretta. Non è nato qui, ma ha a cuore questi luoghi come se ci avesse vissuto sempre.
Presidente dell’associazione “Noi di Gerbido, Mortizza e Bosco dei Santi”, Venezia è diventato una sorta di “sindaco ombra” da queste parti. Dipendente statale, vive a Piacenza dal 2008, è originario di Sciacca e abita a Gerbido dal 2014. L’amore per la zona lo ha spinto a creare un gruppo di volontariato oggi molto attivo nelle tre frazioni. Gli chiediamo di guidarci in un viaggio lungo queste zone periferiche, dove il Po tocca la città e argini, cave, campi, zanzare disegnano il paesaggio. Ma c’è anche altro.
Il punto di partenza sono le segnalazioni, strumento concreto per migliorare la quotidianità. Gerbido conta circa trecento residenti. «Negli ultimi anni diverse cose sono cambiate in meglio – spiega Venezia – il dialogo con l’amministrazione è buono e vari interventi sono partiti». Restano però questioni aperte da tempo.
La prima richiesta, a Gerbido, è la possibilità di installare una casetta di legno nel parco giochi. «Potrebbe diventare un punto di ritrovo per le famiglie – spiega il referente dell’associazione – chiediamo lo spazio al Comune e poi verrebbe realizzata con fondi dell’associazione e sponsor».