Dopo la Levante, gli appalti corrotti: decisivo il "trojan" nei cellulari degli indagati
Redazione Online
|4 anni fa

Nel linguaggio tecnico del diritto si chiama “captatore informatico”, ma esistono espressioni più allusive ed efficaci per definirlo: il software introdotto dagli inquirenti nel telefono dell’imprenditore Nunzio Susino per intercettarne le sue conversazioni, e carpire i contenuti del suo cellulare, è un “trojan”: un vero e proprio “cavallo di troia”. Uno strumento potentissimo, usato per scoprire il presunto sistema di corruzione e appalti pilotati in Val Trebbia, Val Nure e a Piacenza.
Venne usato anche nell’indagine sui carabinieri infedeli della caserma Levante. In quel caso venne inoculato nello smartphone dell’appuntato Beppe Montella, perno del sistema d’illegalità instaurato in via Caccialupo.
Venne usato anche nell’indagine sui carabinieri infedeli della caserma Levante. In quel caso venne inoculato nello smartphone dell’appuntato Beppe Montella, perno del sistema d’illegalità instaurato in via Caccialupo.
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