San Sisto ritorna alla città
Illustrato il maxi intervento da quasi tre milioni di euro finanziato con il Pnrr per rinforzare le coperture e le volte dell’edificio
Elisabetta Paraboschi
|7 ore fa

La chiesa abbaziale di San Sisto è tornata ai suoi parrocchiani. Sono stati presentati in una chiesa gremita i lavori di restauro finalmente ultimati che hanno interessato la chiesa cittadina: l’intervento, finanziato con 2 milioni e 820 mila euro di fondi Pnrr, ha riguardato le coperture e le volte con l’obiettivo di garantire la sicurezza sismica della struttura.
A fare gli onori di casa è stato il parroco don Paolo Mascilongo che ha ricordato come «la chiesa, che vanta una storia di 500 anni, torni alla sua comunità dopo oltre un anno di lavori».
«È stata una bellissima occasione per rimettere in sesto il nostro patrimonio di chiese» sottolinea don Mascilongo, facendo presente anche i lavori di pulizia della facciata della basilica «che oggi appare rinnovata».

L’incontro, a cui ha partecipato anche il vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio monsignor Adriano Cevolotto, ha visto intervenire il direttore dell’Ufficio dei beni culturali della diocesi Manuel Ferrari e i progettisti, l’ingegnera Caterina Trintinaglia e l’architetto Filippo Armani.

«Nel 2022 in poche settimane c’era da decidere quali interventi programmare senza troppo spazio per condividerli con la comunità - spiega Ferrari - abbiamo deciso di scommettere sulla Cattedrale e su San Sisto: entro la metà del 2023 siamo stati in grado di capire come portare avanti questi progetti. Siamo intervenuti su quello che era effettivamente necessario, anche se non si vedeva, come le coperture e le volte. C’era la necessità di intervenire sull’ossatura della chiesa».
Ad Armani il compito di delineare l’intervento: «Abbiamo fatto un’indagine stratigrafica su volte e affreschi - spiega - oltre a una rilevazione per avere una conoscenza complessiva di tutta la chiesa: questa fase preparatoria ci ha guidato quando abbiamo dovuto pianificare gli interventi strutturali sulle volte».
Armani ha sottolineato «lo stato di degrado in cui si trovavano le coperture fra scivolamento di coppi e muschio»: «Parliamo di circa 1.800 metri quadrati di coperture - fa presente mostrando alcune immagini delle cornici sommitali - uno dei temi più delicati ha riguardato la protezione degli affreschi».

«Le criticità riguardavano le coperture, alcune delle quali completamente inaccessibili come quelle delle navate laterali - gli fa eco Trintinaglia - altre lesioni sono state riscontrate nelle volte quando abbiamo rimosso gli interventi fatti nel 1965. Infine l’ultima problematica riguardava le murature con sconnessioni importanti soprattutto dove c’era l’innesto delle travi. Il primo intervento è stato quello di consolidamento delle volte seguito da quello delle coperture che erano in laterocemento e che sono state sostituite. Abbiamo invece mantenuto buona parte delle capriate rinforzandole».
Infine il restauratore Luca Pancera ha presentato il lavoro di pulitura e consolidamento della volta del coro, del presbiterio e del transetto sinistro.
Al termine della presentazione, dopo il rinfresco, la festa si è chiusa con un concerto di organo, violino e voce che ha visto esibirsi l’organista Federico Perotti, la violinista Manuela Mosca e il cantante Lorenzo Sivelli sulle musiche di Biber, Storace, Bach, Cima, Frescobaldi e Veggio.
Gli articoli più letti della settimana
1.
"Statale 45, io sto con Erminia": protesta davanti alla casa della 93enne simbolo degli espropri
2.
Scontro tra cinque tir in autostrada, lunghe code durante i soccorsi
3.
«Cerco una casa accessibile, non ce la faccio più a portare mia figlia a spalla per tre piani»
4.
Alimentazione e infiammazione: appuntamento con “Gusta la prevenzione”

